Sicurezza
Giubbotto della Concordia sulla spiaggia delle Tombe
Un escursionista lo ritrova a quasi due anni dal naufragio all’isola del Giglio Le scritte sono ancora leggibili: era in dotazione alla cabina numero 6356
CAMPO NELL’ELBA. Un viaggio incredibile durato ventitre mesi. Dall’Isola del Giglio fino agli scogli della spiaggia delle Tombe, tra Pomonte e Fetovaia. Trascinato da chissà quali correnti. È stato un commerciante di Chiessi, Renato Cirafici, a fare la strana scoperta. Adagiato sugli scogli scuri delle Tombe c’è un giubbino di salvataggio, da un colore rosso sbiadito dal sole e dai mesi di permanenza in acqua. Niente di particolare, verrebbe da dire. Se non fosse per quella scritta, ancora leggibile nella parte posteriore del giubbotto: «M/S Costa Concordia. Muster Station B. Cabin 6356». Basta questo per dare un valore inaspettato al ritrovamento.
«Non ero mai andato a correre su quella spiaggia – racconta Renato Cirafici – ho deciso di fare un percorso diverso. Ho preso uno stradello molto ripido che porta fino al mare. Ho attraversato gli scogli fino a che non mi si è parato davanti, in uno scenario desolato di tronchi e alghe, un giubbino di salvataggio». Incuriosito, il commerciante di Chiessi, si è avvicinato al giubbotto. «Mi sono avvicinato e ho letto la scritta della Costa Concordia – racconta – mi sono venuti i brividi. Chissà se ha salvato qualcuno o se, invece, non è servito a niente». Renato si è preso il reperto restituito dal mare e se l’è portato a casa.
Solo un mese fa un giubbino di salvataggio simile era stato ritrovato in Sardegna, più precisamente nei pressi di Cala Andreani, a La Maddalena. Si trattava del giubbino di salvataggio in dotazione ad un passeggero della cabina 6353, quello trovato ieri alle Tombe era in dotazione alla cabina 6356. La fatalità ha voluto che, dopo quasi due anni dal naufragio del 13 gennaio del 2012, quei giubbotti venissero recuperati a chilometri di distanza, trascinati dalle correnti del mare che li hanno fatti vagare per mesi.
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