La protesta
«Di cig si discuterà solo dopo l’intesa sulla vendita»
Coi lavoratori coperti fino a marzo dai contratti di solidarietà si temono fughe in avanti nell’incontro di venerdì al ministero
PIOMBINO. Prima di decidere delle procedure e dei dettagli per l’attivazione della cassa integrazione, si devono conoscere i contenuti del protocollo d’intesa sulla vendita della fabbrica. Le organizzazioni sindacali piombinesi andranno con questa posizione all’incontro al ministero del Lavoro fissato per venerdì prossimo.
All’antivigilia della convocazione - scaturita dopo la richiesta avanzata per tutti gli stabilimenti del gruppo dal commissario straordinario Piero Nardi - le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono riunite con le Rsu di Lucchini e Lucchini servizi.
Al termine, hanno diramato un comunicato stringato in cui si afferma che «è necessario discutere di Cassa integrazione solo in presenza di un "Protocollo di Intesa" con al suo interno tutti gli aspetti legati ai riflessi sui lavoratori Lucchini, Lucchini Servizi e delle imprese che operano all'interno della fabbrica».
I sindacati, insomma, ritengono importante conoscere, attraverso quel documento, i piani dell'azienda e le condizioni degli ammortizzatori sociali. Anche in funzione delle necessità del territorio piombinese, già inquadrato come Area di crisi complessa.
E’ per questo che la richiesta in partenza da Piombino è quella di un allungamento del tavolo dell’incontro di venerdì. Che includa, oltre ai rappresentanti del ministero del Lavoro, quelli dei dicasteri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.
«Per i lavoratori piombinesi i contratti di solidarietà saranno attivi fino a marzo. Non abbiamo tutta la fretta che c’è, invece, in altre realtà del gruppo dove gli ammortizzatori hanno articolazioni diverse», afferma Fabrizio Toninelli.
Meglio, allora, che le coperture sociali da introdurre siano calibrate sulle esigenze reali. Tutto, nella prospettiva di un accordo che tracci le coordinate della procedura di vendita degli impianti ad un imprenditore credibile.
Da Fim, Fiom e Uilm riparte anche la richiesta che gli ammortizzatori sociali coprano, oltre agli occupati diretti, gli occupati in forza alle imprese dell'indotto. (v.p.)
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