La protesta
Imu alta sui negozi, Comuni nel mirino delle associazioni
PORTOFERRAIO. Imprese sempre più penalizzate da parte dei Comuni. Il risultato?Un’accentuazione della crisi, molte attività ormai fuori mercato e inevitabili ricadute negative sul piano occupazionale....
PORTOFERRAIO. Imprese sempre più penalizzate da parte dei Comuni. Il risultato?Un’accentuazione della crisi, molte attività ormai fuori mercato e inevitabili ricadute negative sul piano occupazionale. Non usano giri di parole le associazioni di categoria elbane Confcommercio, Confesercenti, Confindustria Elba, Coldiretti, Cna, Faita e Associazione albergatori per commentare l’applicazione delle aliquote Imu da parte delle amministrazioni elbane. Dicono all’uninsono: «La prima casa è salva, tocca però alle seconde case e ai cosiddetti beni strumentali, negozi, laboratori, capannoni, strutture ricettive, sostenere il minor gettito dell’Imu e soprattutto il disagio finanziario dei nostri Comuni. Il problema è che alla fine si producono i medesimi risultati: diminuzione della capacità di spesa delle persone, aumento degli affitti, maggiore difficoltà per le aziende, già ampiamente provate dalla crisi e da un livello di pressione fiscale ormai insostenibile».
Una ulteriore mazzata che va a sommarsi agli aumenti su rifiuti e suolo pubblico. Dicono le associazioni di categoria: «Ci rendiamo conto delle difficoltà in cui molti Comuni sono costretti a muoversi, tra tagli, spending review, ma le categorie hanno sempre dimostrato la loro capacità di essere propositive, introducendo spesso e volentieri soluzioni valide ed, in questo senso, il confronto avrebbe probabilmente aiutato».
Un approccio sbagliato, insomma da parte dei Comuni almeno da parte delle associazioni di categoria che «prendono atto, di quanto gli amministratori e la politica tutta siano lontani dal paese reale. I nostri imprenditori sono la parte sana del paese, che rischia però di morire asfissiata da un carico fiscale che non è più sopportabile.
Per ogni azienda che chiude, una catena incredibile di soggetti sarà coinvolta in negativo, una schiera di altre attività, in un vortice di contrazione i cui effetti stiamo vivendo da anni. Per questo vogliamo sperare, almeno in futuro, in una maggiore attenzione che dovrà concretizzarsi nella riapertura di un confronto serio su tutte queste tematiche; ed è ciò che chiediamo con forza, perché è evidente che di ben altro i nostri territori hanno bisogno».
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