Il Tirreno

«Il congresso è finito da un mese, Fabiani faccia subito la segreteria»

di Cristiano Lozito
«Il congresso è finito da un mese, Fabiani faccia subito la segreteria»

Pietrelli pungola il segretario della federazione: «Forse gli sfugge che entro febbraio vanno organizzate le primarie per i sindaci». All’assemblea nazionale andranno sei delegati renziani e due cuperliani

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PIOMBINO. Se già domenica sera la portata dei dati locali delle primarie che hanno portato Matteo Renzi alla guida del Pd erano indiscutibili, l’analisi del giorno dopo chiarisce ancora meglio lo sconquasso che il voto ha portato non solo in Val di Cornia, ma pure nel nel resto della Provincia.

Il voto infatti – pur in attesa di un ricalcolo dei resti – assegna sei delegati della provincia di Livorno per l’assemblea nazionale ai renziani (e tra loro c’è Martina Pietrelli) e solo due ai sostenitori di Gianni Cuperlo. Valerio Fabiani, che era terzo nella lista, resta tecnicamente fuori, anche se all’assemblea ci sarà di diritto come segretario di Federazione.

«Non è un problema, ero nella lista Cuperlo per dare una mano – minimizza Fabiani – ma all’assemblea ci sarei andato comunque... Quel che conta è che ora il congresso è finito, non ci sono più le correnti ma solo il Pd, e in questo senso faccio mie le parole di Renzi, che ho molto apprezzato. Ci metteremo subito al lavoro, con un giro nei circoli per fare il punto e riparire verso le prossime scadenze, europee e amministrative, con l’occhio rivolto ai temi di casa nostra, la siderurgia, la difesa della sanità, il lavoro, questioni su cui si fonderà il programma del partito».

Martina Pietrelli, coordinatrice dei renziani, vola decisamente più basso: «Bisogna che Fabiani – dice – entro questa settimana convochi la direzione. E’ necessario dare risposte al voto e ai problemi. Renzi in un giorno ha presentato la segreteria, qui il congresso è finito da un mese... Ma cosa aspetta Fabiani? Bisogna agire rapidamente, forse al segretario sfugge che le primarie per i sindaci vanno fatte entro fine febbraio».

Su questo punto è d’accordo Matteo Tortolini, consigliere regionale, secondo cui «il voto per Renzi anche in sede locale ha risposto a una domanda di cambiamento che ci riguarda tutti. Ha ragione Martina Pietrelli, non si può perdere tempo e bisogna subito discutere di programmi e candidati per le amministrative».

Il sindaco Gianni Anselmi, che in questi giorni prosegue il lavoro per la partita del polo siderurgico, anche nell’analisi di questa vicenda politica mette Piombino al centro dei suoi pensieri: «Spero che le nostre questioni – spiega – abbiano un posto importante nella testa di Renzi e nella sua politica».

Presente nel comitato per Cuperlo, «persona di eccezionale dignità e cultura, che merita alta considerazione», il sindaco ha tenuto un atteggiamento super partes nella campagna, per la convinzione che questo sia il compito assegnato a chi ricopre ruoli istituzionali, e pure perché a uno come lui il Renzi innovatore non può intimamente dispiacere. «Il partito è uno e uno solo – dice – e chi propone un progetto riformista va aiutato. Su Renzi dico solo che i numeri spiegano come non possa trattarsi della vittoria di un moderato, ma piuttosto che l’elettorato di sinistra ha deciso di fare su di lui un investimento».

«Il grande risultato di partecipazione che c'è stato anche a Piombino» viene messo in risalto dal segretario dell’Unione comunale, Ettore Rosalba, che vuole ringraziare «tutti i volontari che hanno allestito i seggi e tutti coloro che hanno consentito un corretto svolgimento di questa bella giornata per la democrazia».

Per Rosalba «lo straordinario risultato di Renzi è inequivocabile e cambia il corso della sinistra italiana e dei suoi gruppi dirigenti nazionali. Ma dobbiamo evitare di piegare un voto nazionale su esigenze particolari e locali, dove a differenza del Pd nazionale abbiamo vinto, rinnovato molto e ben governato soprattutto a Piombino, con amministratori preparati, innovativi e moderni. Per questo – conclude Rosalba – prendendo spunto dal discorso di Renzi chiedo a tutti di sciogliere le correnti e i comitati sorti per i candidati nazionali come, fino ad ora, hanno sostenuto localmente solo i sostenitori della candidatura di Civati».

A San Vincenzo il 75% dei votanti ha scelto Renzi. E a San Carlo, la percentuale dei voti per il sindaco fiorentino ha sfiorato addirittura il 90%. «Un risultato netto – dice il neosegretario del Pd sanvincenzino Massimiliano Roventini, renziano - una partecipazione sopra le aspettative. Un segnale chiaro e indiscutibile per un cambiamento della politica e del fare politica all’interno del Pd. Un risultato che non dovrà essere interpretato come chiusura a chi ha sempre deciso le linee programmatiche del Pd sia a livello locale che nazionale, ma che dovrà aprire a nuove idee, a un nuovo confronto, a nuova partecipazione. Auspico che non ci siano rotture laceranti o scissioni come qualcuno spera, ora però – conclude Roventini - agli slogan devono seguire fatti concreti».

Pur avendo sostenuto la candidatura di Gianni Cuperlo la sindaca di Campiglia, Rossana Soffritti, mostra ottimismo: «Renzi ha conquistato un risultato netto, ma il suo primo discorso mi è sembrato pieno di aperture. Spero che il partito sappia mettere a frutto la presenza di tre dirigenti di così alto livello, come Renzi, Cuperlo e Civati. I riflessi a livello locale? Credo che sul piano dell’apertura, nelle prime due assemblee dopo il congresso si sia partiti col piede giusto. Per quanto mi riguarda sono alla fine del primo mandato, ma non do niente per scontato, sono a disposizione del partito».

Ottimista è pure Giampaolo Pioli, che dopo le lacerazioni in paese legate al recente referendum sulla fusione con Campiglia, legge nell’altissima partecipazione al voto dei suveretani «la base per ripartire. E’ una cosa che mi rende davvero felice, le primarie hanno fatto avvicinare molti giovani alla politica, da una parte e dall’altra. Ora bisogna cancellare tutti i clan – conclude il sindaco – e rimettersi a lavorare insieme per il futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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