Il Tirreno

Boom di sfratti, Comune sotto assedio

di Melisanda A. Massei
Boom di sfratti, Comune sotto assedio

Erano 94 a fine novembre, solo la metà sono in qualche modo gestiti. Manca il lavoro, le manovre di sostegno non bastano

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PIOMBINO. I soldi che non bastano mai. Il lavoro che non c’è, la casa che diventa un’incertezza. E gli sfratti arrivano a raffica. Alla fine del mese scorso il Comune ne quantificava 94, di cui 50 gestiti e 44 (6 per finita locazione e 38 per morosità) ancora da gestire.

La casistica, però, potrebbe essere ancora più vasta. Questi dati, specifica il dirigente del settore Servizi alle persone Alessandro Bezzini, si riferiscono infatti esclusivamente a quelle situazioni in cui i soggetti coinvolti si sono rivolti agli organismi comunali per chiedere un sostegno: «l’ufficiale giudiziario, infatti, è un ufficio non collegato al Comune, ma al tribunale – spiega Bezzini – e dunque i numeri potrebbero essere più alti. Ogni caso di sfratto, inoltre, ha una sua tempistica che dipende da proprie condizioni di gestione».

Le cause di tale stato di cose non sono difficili da individuare: il territorio soffre di una carenza di lavoro molto forte, che rapidamente impoverisce il tessuto collettivo. «Noi cerchiamo di tamponare questa situazione - aggiunge Bezzini - ma quella degli sfratti è una realtà che soprattutto subiamo».

Tutto ciò nonostante la presenza di misure di sostegno a chi si trova in difficoltà. Innanzi tutto c’è l’”Housing sociale”, un progetto comunale sostenuto da risorse assegnate dalla Fondazione Livorno e dal Comune e che è finalizzato ad accompagnare famiglie nell’accesso a nuove locazioni. Per il 2013 la Fondazione ha erogato a Piombino 25mila euro (terza annualità di un procedimento che verrà rinnovato) e ad essi si sono aggiunti 5mila euro che provenivano dal 5 per mille dell’anno 2009 e 16mila euro di risorse proprie. In tutto 46 mila euro con cui il Comune - su 38 istanze ricevute al 30 novembre - ha potuto tamponare la situazione di 26 sfratti, mentre per gli altri dodici sono state messe in pratica azioni diverse.

Poi c’è il “blocca sfratti”, una misura regionale straordinaria finalizzata a contrastare l’esecutività dello sfratto. Il totale di queste risorse per il 2013 è stato di 128 mila euro, che hanno permesso di gestire 19 istanze sulle 34 ricevute (le 15 rimaste fuori richiederebbero un totale di 105 mila euro che il Comune potrebbe comunque ricevere dalla Regione nell’ambito di un’assegnazione definita “Lode”: soldi che Firenze distribuisce all’interno delle province e che se rimangono inutilizzate da alcuni Comuni devono essere assegnati ad altri che ne hanno necessità).

Poi c’è il contributo affitti classico, quello che conteggia - per il 2013 - 168.941 euro di risorse provenienti dalla Regione, 70mila euro del Comune e 58.891 euro erogati dalla Società della salute: anche in questo caso l’azione possibile è stata parziale, dal momento in cui le richieste - sommando la fascia A e la fascia B - erano 326 per un totale di 810.528 528 euro, considerando una risorsa media di 1.950 euro per istanza. Cifra massima, quest’ultima, fissata da Comune per cercare di soddisfare il un numero più ampio possibile di famiglie (nel caso 153): la Regione, infatti, assegna alle amministrazioni la facoltà di determinare gli importi dei contributi purché non si vada oltre i 3.100 euro. Il contributo, inoltre, viene rimborsato in funzione del numero delle mensilità di fitto pagate. Le somme sono attualmente in via di liquidazione.

Infine ci sono gli alloggi Erp, quelli che il Comune assegna in base a vari parametri. Solo che l’intero patrimonio comunale è quasi interamente occupato: «finora - sottolinea ancora Bezzini - ci hanno consentito di non mandare nessuno in mezzo alla strada, però la distribuzione è molto lenta. Siamo in attesa di vedere terminati gli alloggi in via della Pace, una sessantina, che ci consentiranno di respirare almeno per un po’».

Al momento la distribuzione degli alloggi esistenti per il 2013 è stata di 5 case con il procedimento di emergenza abitativa (che mette in gioco il parametro sociale), 13 con assegnazione da graduatoria generale, 3 col procedimento in mobilità, altri 3 come conferma di assegnazione, per un totale di 24 case.

Il Comune segue parametri precisi per calibrare la tipologia delle assegnazioni, tant’è, com’è chiaro dai numeri, che le procedure di emergenza devono risultare il 30% delle assegnazioni per graduatoria: il che significa la possibilità di dare una di queste case ogni 3/4 mesi, mentre quelle per graduatoria vengono assegnate una volta al mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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