Il Tirreno

Area Peep, Comune condannato

Terreni occupati illegittimamente, i proprietari dovranno essere risarciti

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MARCIANA MARINA. Il Comune di Marciana ha occupato in maniera illegittima alcuni terreni, per un’estensione totale di 270 metri quadrati, su cui è stato realizzato il Peep di San Giovanni. Lo ha stabilito il Tar toscano, con una sentenza depositata il 5 dicembre scorso. Il giudice amministrativo ha infatti accolto il ricorso presentato dai proprietari dei terreni nei confronti dell’amministrazione comunale marinese e della cooperativa Forza dell’Ordine, che ha realizzato materialmente gli alloggi di edilizia popolare. Il Tar ordina infatti al Comune di Marciana Marina di trasmettere, entro un mese dal deposito della sentenza, una proposta di risarcimento ai proprietari dei terreni, il cui valore è stimato è di 30.240 euro. A ciò si aggiungono le spese legali per un valore di 2mila euro e le spese di verificazione di 900 euro. La vicenda ha avuto inizio nel 1999, quando il Comune di Marciana Marina ha approvato il piano di edilizia economico popolare denominato San Giovanni, disponendo così l’occupazione d’urgenza dei terreni in questione, occupazione che è stata rinnovata negli anni successivi fino al 2006, quando il Comune ha firmato un protocollo d’intesa con la cooperativa Forza dell’Ordine per la cessione delle aree comprese nel piano. Una procedura che non si è mai conclusa con l’emanazione dell’atto di esproprio o la stipulazione di accordo bonario con i proprietari originari dei terreni, che hanno fatto ricorso chiedendo la restituzione dei terreni o, in alternativa, il risarcimento del danno. Ed è proprio sulla entità del risarcimento del danno che non si è trovato un punto di equilibrio tra i ricorrenti e l’amministrazione comunale, tanto che il Tar ha disposto ulteriori verifiche. Il valore dei fondi oggetto del contenzioso, ottenuti in base alle quotazioni dell’osservatorio immobiliare dell’Agenzia del territorio si attestano su 30.240mila euro. Ora sta al Comune decidere se firmare quanto prima un contratto di compravendita con i ricorrenti che sono ancora oggi i legittimi proprietari dei terreni o se restituirli, considerato che ad oggi sono occupati dagli inquilini degli edifici nel frattempo realizzati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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