Sicurezza
La palestra di Pomonte non riapre più
Nessun privato vuole prenderla in affidamento e il Comune non ha soldi per poterla gestire
POMONTE. Il Comune di Marciana getta la spugna. Impossibile riuscire ad aprire, almeno in tempi brevi, la palestra di Pomonte. L’assessore allo sport del Comune di Marciana, Giorgio Galeazzi, è rammaricato. Nonostante le evidenti difficoltà geografiche, negli ultimi anni è stato forse l’unico amministratore a credere nell’utilizzo, a fini sportivi, della mega struttura costata 300 milioni di lire e mai realmente sfruttata dalla popolazione. Ma ora, anche lui, si arrende. «Mi auguro che la prossima amministrazione riesca a fare di meglio – spiega l’assessore – Io, che questa opera l’ho ereditata, forse ho avuto le colpe di non riuscire a trasmettere alla cittadinanza la fiducia necessaria».
La palestra voluta negli anni novanta dall’ex sindaco Luigi Vagaggini, finanziata con i contributi del mondiale di calcio di Italia ’90, forse resterà chiusa per sempre. Lo è da due anni. Prima, saltuariamente, veniva usata da qualche privato o associazione. Nell’ultimo periodo, invece, il Comune l’ha utilizzata come dormitorio per ragazzi, musicisti o scout.
Ora, però, oltre al danno, anche la beffa. Dentro la struttura ci sono infiltrazioni d’acqua, tanto che quando piove sul pavimento gommato si formano piccoli allagamenti. «L’edificio è comunque in buone condizioni – presa Galeazzi – e basterebbe veramente poco per rimetterlo a lucido, ma è chiaro che con i pochi soldi a disposizione e questi orizzonti negativi ogni intervento preferiamo rimandarlo nel tempo. Ma nonostante le garanzie che come Comune di Marciana abbiamo offerto – continua l’assessore – c’è grande difficoltà nel dare in concessione la palestra, visto che noi da soli non possiamo farcene carico». Il Comune di Marciana negli ultimi anni ha preannunciato la pubblicazione di un bando pubblico per darla in affidamento, ma gli amministratori hanno poi preso coscienza dell’infattibilità della cosa. «Affidarla così sarebbe risultato molto difficile – precisa Galeazzi – Ci abbiamo provato e abbiamo fatto un po’ di calcoli, ma è impossibile che la palestra venga gestita in maniera imprenditoriale, visto che la posizione geografica ne frena ogni potenzialità».
Pomonte, con i suoi 300 abitanti, non può garantire quel bacino di utenza necessario per garantire la sopravvivenza di un’associazione o di una polisportiva. E il Comune, a causa della crisi economica, non può farsi carico della gestione della struttura. Ma negli Anni novanta la mentalità era diversa, come riconosce lo stesso Galeazzi. «Bisogna sempre considerare il momento storico in cui la struttura è stata costruita – precisa l’assessore – perché noi di Pomonte, di fronte a questa possibilità, non potevamo dire di no. All’Elba, in tutto e per tutto, siamo sempre stati gli ultimi».
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