Il Tirreno

Il robot da indossare ha un cuore piombinese

di Francesca Lenzi
Il robot da indossare ha un cuore piombinese

Basilio Lenzo nel team del Sant’Anna di Pisa che con questa start-up medica, utile per le riabilitazioni, ha vinto i 250mila euro del premio “Gaetano Marzotto”

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PIOMBINO. Un robot in grado di aiutare i pazienti nelle fasi di riabilitazione, di ridotta o nulla capacità motoria, o anche nel campo professionale, per lavori usuranti.È un sistema che si basa sul principio dell’esoscheletro. «Facciamo un esempio: una persona non muove più un braccio a causa di un ictus. Non lo muove perché non ne sente il peso. L’apparecchio lo percepisce al posto suo, permettendo azioni semplici, come prendere un bicchiere d’acqua, altrimenti impossibili». Il progetto, che porta la firma di un team di ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha vinto il premio “Gaetano Marzotto” nel settore “Impresa del Futuro”, mentre a parlare è chi il progetto l’ha sviluppato, Basilio Lenzo, 27 anni, piombinese, perfezionando del corso “Innovative technologies of information & communication engineering and robotics”. Il resto del team è composto da Alessandro Filippeschi, 30 anni, post-dottorato, e da Fabio Salsedo, 52 anni, senior researcher. Tutti lavorano presso il laboratorio Percro di Massimo Bergamasco.

Idea fantascientifica quella del robot da “indossare”? Niente affatto, tanto che già nei prossimi mesi partirà la commercializzazione di due esoscheletri per la riabilitazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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