Lutto
Via libera all’operazione delle terme a Suvereto
Al Bagnarello una struttura moderna ed ecosostenibile per 500 posti Il sindaco Pioli: «Superate forti resistenze, ora faremo la variante al piano strutturale»
SUVERETO. «Gli ostacoli sono stati molti, ma il Comune di Suvereto non ha mai cessato di appoggiare il progetto di un’attività termale al Bagnarello. Nel più breve tempo possibile faremo la necessaria variante urbanistica, su questo non ci sono più dubbi, e andremo alle previste prove di portata dell’acqua termale nella prossima estate». Il sindaco Giampaolo Pioli non vuol lasciare nulla al dubbio sulla fattibilità del progetto Terme di Suvereto, in ballo da qualche anno, e sulla cui fattibilità si sono levate non poche polemiche su presunte azioni frenanti da parte di istituzioni pubbliche a vari livelli.
L’occasione per ribadire l’interesse e le intenzioni dell’amministrazione comunale suveretana è stata la conferenza, nell’ambito della 46ª Sagra di Suvereto, insieme all’architetto Graziano Massetani e a Sandro Baronti, consulente ed esperto termale a livello europeo; presente anche l’imprenditore Pieluigi Zingoni, interessato al progetto termale suveretano.
Il sindaco Pioli ha ripercorso l’iter di una realizzazione non faraonica ed economicamente sostenibile, ricordando l’iniziale forte opposizione degli imprenditori venturinesi del settore termale, «o meglio di alcuni di essi», ha precisato il sindaco. Per le lungaggini burocratiche ha ricordato il contenzioso fra l’azienda che propone lo sfruttamento delle sorgenti termali al Bagnarello e la Regione; contenzioso oggi finalmente risolto, oltre all’assoggettamento degli strumenti urbanistici locali al piano strutturale per quella zona a carattere rurale.
Pioli ha sottolineato i pesanti paletti del piano strutturale stesso, pur riconoscendone l’innovazione e la difesa dell’agricoltura, anche se va adeguato alle peculiarità del territorio e in questo caso alla vocazione termale. «Il piano strutturale fra i Comuni in campo urbanistico fu elaborato nel 2003 e approvato nel 2007 – osservava Pioli – ma in questi anni si è registrato un vero cataclisma sociale. La sovracomunalità urbanistica è un valore importante, ma esige flessibilità non potendo fermare iniziative di sviluppo economico del nostro comune. Quindi andiamo senz’altro verso la variante». Dovranno essere realizzate le prove di portata dell’acqua del Bagnarello a cura di tecnici terzi della Regione, in stagione asciutta, ma il sindaco è ottimista: «Tutta una serie di elementi – ha affermato – ci dicono che non ci saranno problemi di portata».
L’architetto Graziano Massetani ha presentato un primo embrione del progetto ai piedi di Monte Peloso, con accesso dalla strada per i Forni in una zona agricola attualmente molto spoglia, da valorizzare. Ci saranno cure termali, estetiche, fittness e servizi complementari (ristoro, sport e tempo libero) per un massimo di 500 utenti, con costruzioni contenute negli otto metri di altezza. Saranno utilizzati materiali tradizionali, con squarci paesaggistici verso Suvereto, tecnologie bioclimatiche, approvvigionamento energetico autosufficiente.
Sandro Baronti ha ricordato come le terme fossero un vero fondamento di civiltà per l’antica Roma e nel suo impero, distinguendola dalla rozzezza dei popoli barbari. Poi sono scomparse e riapparse nel 1800 come termalismo ludico, poi nel secondo dopoguerra a carattere di vacanza fino ad esplodere come forma di assistenzialismo statale negli anni ’70-’80 perdendo credibilità. Poi l’affermazione come turismo della salute e prevenzione degli anni ‘90 fino alle più recenti connessioni vincenti per il benessere e la promozione della salute. In Toscana ci sono 23 terme (in crisi quelle più grandi), seconda solo a Veneto e Campania, ma con migliore offerta qualitativa. I numeri e le statistiche parlano chiaro in favore di questa attività in chiave moderna «e Suvereto non può perdersi questa grossa opportunità».
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