Il Tirreno

Piano strutturale, ok ma con rinvio

di Paolo Federighi
Piano strutturale, ok ma con rinvio

San Vincenzo: adottato con i soli voti della maggioranza, l’eventuale approvazione affidata alla prossima amministrazione

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SAN VINCENZO. Il piano strutturale è stato adottato con i soli voti della maggioranza. Una maggioranza che, sebbene non abbia accolto nessuno dei 93 emendamenti presentati dal Forum, ha riconosciuto il grande lavoro svolto da Nicola Bertini. Un Bertini che ha parlato per oltre tre ore del piano strutturale sviscerandolo punto per punto.

A introdurre è stato l’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini, il quale ha parlato di un piano la cui lunga gestazione (oltre 5 anni) sarebbe stata necessaria per conoscere a fondo il territorio e lavorare in sinergia con la Regione.

Bandini ha definito il piano «un prodotto che darà al paese l’opportunità di rilanciarsi coniugando tutela ambientale e sviluppo», ma che «non sarà approvato in questa legislatura per dare la possibilità a chi governerà il paese di valutarlo». Secondo Bandini, i punti di forza del piano sono la riqualificazione dell’esistente, la mobilità urbana, la scelta di fare di S.Carlo la porta d’ingresso dei Parchi della Val di Cornia, la compattazione e riorganizzazione del sistema insediativo e il rafforzamento della residenza stabile.

Un piano che, secondo l’assessore, non propone espansioni della città, la quale conta 8.053 abitazioni (di cui quasi il 60% di seconde case) per 3.400 nuclei familiari. L’assessore ha considerato poi una proposta forte quella del nuovo polo dei servizi (contenente il nuovo villaggio scolastico, i servizi sanitari, sportivi e sociali), mentre sul piano della Tenuta ha affermato che «la scelta di mantenere l’unitarietà fondiaria ha preservato l’area da frazionamenti e scempi».

Sul Silos di Nervi – di proprietà della Solvay – Bandini ha detto di sperare di poter annunciarne l'acquisizione da parte del Comune prima della fine della legislatura, con l’obiettivo di farlo diventare un polo scambiatore all’interno del sistema di mobilità e un’area per un grande parcheggio e verde pubblico. Confermato anche il campo da golf a 9 buche nei pressi di Val di Gori e il riordino della Zona blu.

L’architetto Stefano Giommoni, progettista del piano strutturale, ha snocciolato cifre e numeri del piano. Innanzitutto, il dimensionamento: si tratta di 39.500 mq a destinazione residenziale, di cui 11.500 di nuova costruzione. A destinazione commerciale vi sono 4.300 mq, di cui 2.800 per esercizi di vicinato (1.600 di recupero e 1.200 di nuova costruzione) e 1.500 per le medie strutture di vendita (recupero edilizio); 15mila mq a destinazione turistico-ricettiva, di cui 2.500 di recupero e 12.500 di nuova costruzione, 2mila mq a destinazione direzionale, 6.000 mq a destinazione produttiva e 19.500 mq a destinazione agricola (di cui 15.000 di nuova costruzione). In pratica, rispetto al piano strutturale del '98, secondo Giommoni c'è un +66% di recupero e un –87% di nuova costruzione.

«Le trasformazioni che comportano impegno di suolo non edificato - ha detto Giommoni - sono consentite nell’ambito del territorio urbanizzato», e più nel dettaglio in 6 zone: lungo il tracciato dell’Aurelia, a sud del villaggio Lazzi, nella zona dell’Acquaviva, nell’abitato di S.Carlo, a sud degli impianti sportivi, nella zona artigianale. Secondo Giommoni, il piano è coerente con le politiche regionali in corso di revisione. Da adesso in poi. Si apre ora il tempo delle osservazioni al piano e delle controdeduzioni, prima dell’approvazione definitiva in consiglio comunale, che avverrà, quindi, sotto la nuova amministrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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