Il Tirreno

«Nessuno può toccare il nostro salario»

«Nessuno può toccare il nostro salario»

La disdetta del contratto integrativo è alla base della rivolta del personale della società

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PORTOFERRAIO. «Da un mese ci hanno tolto quello che ci siamo guadagnati in tanti anni di trattative con l’azienda». A metà mattinata gli autisti della società Ctt Nord hanno parcheggiato tutti gli autobus della compagnia nel deposito delle Antiche Saline. Hanno improvvisato un’assemblea all’interno della palazzina, poi sono scesi per spiegare le ragioni della protesta, tanto repentina quanto risoluta. I dipendenti elbani, a partire dalle 8 di ieri, si sono uniti alla protesta già divampata nelle altre città servite dall’azienda di trasporti interprovinciale. Giovedì gli autisti avevano già spento i motori dei bus a Pisa, Livorno e Pontedera. Il motivo della protesta, che «si protrarrà ad oltranza», spiegano gli autisti, è legato al contratto. In particolare alla disdetta degli integrativi e alla conseguente applicazione dei contratti di secondo livello in vigore alla ex Clap di Lucca, in seguito al passaggio societario con il quale si è chiusa l’esperienza dell’Atl e si è arrivati alla fusione di più aziende locali nell’attuale Ctt Nord. Un “appiattimento” che, già nell’ultima busta paga, ha comportato una riduzione dello stipendio di circa 300 euro. «Sono stati azzerati tutti gli sforzi che abbiamo compiuto in questi anni», spiegano Mario Peppicelli e Fabrizio Diversi. Entrambi sono delegati del sindacato Cgil, ma chiariscono - in questo caso - di parlare a titolo personale, dal momento che il blocco selvaggio del servizio di trasporto non è stata un’iniziativa portata avanti dai sindacati, ma fatta partire in modo spontaneo dalla base dei lavoratori. «La trattativa con l’azienda va avanti da giugno, ma non si sblocca – spiegano i lavoratori Ctt Nord – e intanto ci hanno già portato via i soldi dall’ultima busta paga. Quanto andrà avanti la protesta? Finché l’azienda non farà un passo indietro, bloccheremo gli autobus ad oltranza. Capiamo i disagi degli utenti e ci scusiamo con loro, ma questo è l’unico modo che abbiamo per fare in modo che le nostre ragioni siano ascoltate dall’azienda».

I lavoratori elbani si sono uniti alla protesta dei colleghi delle province di Pisa e Livorno. Hanno occupato simbolicamente il deposito delle Antiche Saline e hanno attaccato in vari punti del piazzale Atl svuotato dai mezzi diversi gli striscioni di protesta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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