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Dal dolore dei piccoli la speranza del futuro

Dal dolore dei piccoli la speranza del futuro

PIOMBINO. «Il miglior bene che si può fare a se stessi è farne agli altri» è l’invito di madre Caiani, fondatrice delle Minime Suore del Sacro Cuore, francescane. E niente poteva avvicinarsi di più...

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PIOMBINO. «Il miglior bene che si può fare a se stessi è farne agli altri» è l’invito di madre Caiani, fondatrice delle Minime Suore del Sacro Cuore, francescane. E niente poteva avvicinarsi di più al desiderio di far nascere l'Opera a servizio dei piccoli, che avviene intorno alla figura storica di padre Giustino Senni, frate francescano e parroco, che svolse la sua attività a Piombino dal 1917 al 1929 (anno della morte). «Il contesto in cui si trovarono ad operare i frati in questo periodo storico – ricorda padre Marco Sebastiani – vedeva una comunità cittadina segnata da forti contrasti e diffusa povertà sia a livello materiale che spirituale. Molte famiglie erano lontane dalla vita cristiana, vivevano in condizioni di estrema indigenza e i frati spesso non riuscivano a svolgere la loro normale attività religiosa. Contrasti politici, avversione alla chiesa – dice – rivendicazioni sindacali anche violente: in questa situazione coloro che soffrivano maggiormente erano soprattutto i bambini».

«Per questo padre Giustino si preoccupò di costruire due asili, uno alla borgata del Cotone (villaggio dormitorio addossato alle acciaierie) e l'altro in una parte del Convento dell'Immacolata – aggiunge – La nascita dell'orfanotrofio femminile è legato ad un incontro tra il padre Giustino ed una bambina: Paolina. Orfana di entrambi i genitori, dopo aver girato diverse famiglie della città e dopo un ricovero di alcune settimane in ospedale, doveva essere dimessa senza sapere dove andare. Fu padre Giustino che la affidò alle Minime Suore del Sacro Cuore, francescane, fondate nel 1902, da madre Maria Margherita Caiani. Le Suore Minime erano già operanti a Piombino, all'ospedale civile, quando padre Giustino Senni le chiamò, nel maggio 1923, a gestire l'attività del laboratorio femminile. Dalle comuni radici francescane, si ebbe così, attraverso la presenza delle Suore Minime, il “completamento” del carisma di padre Giustino con quello di madre Margherita Caiani».

Nome azzeccato, oggi, Comunità Margherita.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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