Il Tirreno

IL RETROSCENA

Tra le vittime un parente Ecco la lista dei risarciti

LIVORNO. Prendiamo Fernanda Bettini e Renata Verruchi, due delle vittime. Secondo la ricostruzione della Procura sono state truffate per oltre 100mila euro. Ieri il giudice ha riconosciuto alle due...

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LIVORNO. Prendiamo Fernanda Bettini e Renata Verruchi, due delle vittime. Secondo la ricostruzione della Procura sono state truffate per oltre 100mila euro. Ieri il giudice ha riconosciuto alle due donne un risarcimento che dovrà essere liquidato in separata sede e una provvisionale di 15mila euro. Stefano Colombini invece ci ha rimesso 42mila euro e per ora gliene sono stati riconosciuti 10mila. Ma in mezzo a decine di nomi, in tutto un centinaio quelli che si sono costituiti parte civile ( «ma le parti offese erano molte di più», spiegano gli avvocati), si trovano commercianti, artigiani e piccole società. C’è ad esempio l’srl Futura Athletic club, palestra di Campiglia. Ci sono negozi come la Bagni Ferramenta snc, di via Indipendenza, sempre a Campiglia. Ma anche assicurazioni com e l’agenzia Campolmi&Carpita, oppure la ditta di commercio al dettaglio di carburante come Gi.Elle. Emme Srl.

Spulciando ancora nelle tre pagine della lista dei truffati c’è anche il nome di Lunella Donati, cugina del consulente finanziario e rappresentante legale della Bagni Elia srl, società che gestisce l’omonimo stabilimento balneare al Mortelliccio.

Sfogliando la prima parte della sentenza ecco spuntare i nomi delle persone che un giorno, nel caso in cui il tribunale riesca a trovare il presunto tesoro di Donati, potranno sperare di riavere parte di quello che hanno perso.

Ci sono Roberto Bolioli, Maurizio Chiavaroli, Edoardo Dynes, Antonio Balducci e anche Riccardo Nencini che nella classifica dei danneggiati risulta ai primi posti con una cifra di 211.618,27 euro che attraverso la sua società, la Biennebi snc, ha versato allo studio di Donati soldi per pagare tasse e tributi per anni.

Adesso - come spiega l’avvocato di Donati Angelo Di Pietro, «la difesa è pronta a fare appello» nel tentativo di avere uno sconto.

E fino a quando la sentenza non passerà in giudicato, fatta eccezione per la provvisionale e a patto che vengoao trovati i soldi, le persone truffate vedranno solo pochi spiccioli.

Leggendo gli atti dell’indagine quello che colpisce del “metodo Donati” è la capacità di creare un rapporto di fiducia con i clienti. Uno di loro ha raccontato che il consulente finanziario gli faceva addirittura dei regali: «A Natale era capace di darti un pensierino e nel frattempo ti stava portando via i soldi». Un sistema che ha retto per anni tanto che c’è chi sostiene che il quarantanovenne non possa aver fatto tutto da solo. Per il momento la magistratura esclude però ci possano essere dei complici.(f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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