Il Tirreno

Maxi condanna al ragioniere della truffa

di Federico Lazzotti
Maxi condanna al ragioniere della truffa

Sei anni e otto mesi. Raggirò centinaia di clienti facendo sparire oltre 5 milioni di euro. L’avvocato: faremo appello

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LIVORNO. Il giudice Giovanni Zucconi ha impiegato 8 minuti - roba da guinness dei primati - per riuscire a completare la lettura della sentenza con la quale ha condannato, in abbreviato, a 6 anni e 8 mesi di reclusione Riccardo Donati, 49 anni, consulente fiscale con due studi tra Livorno e la Val di Cornia e presidente del Venturina calcio tra il 2001 e il 2005.

Dentro al provvedimento del magistrato ci sono i nomi dei clienti, circa un centinaio, raggirati dal professionista e che si erano costituiti parte civile nel processo. A loro il giudice ha riconosciuto risarcimenti provvisionali che vanno da 400 a 15mila euro. Un pizzicotto rispetto alla cifra che Donati avrebbe fatto sparire tra il 2002 e il 2009 quando è iniziata l’indagine della Procura che ha portato anche al fallimento della Studio Donati & associati Sas di cui lui era rappresentante legale.

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Massimo Mannucci il consulente, infatti, si è intascato oltre 5 milioni di euro (5.002.736,98) che commercianti, piccoli imprenditore, semplici cittadini e pure alcuni parenti gli portavano per pagare le tasse e che invece sono scomparsi. Difficile dire dove, visto che Donati sarebbe a oggi nullatenente, tanto che l’avvocato Giovanni Marconi che rappresentava alcune delle parti civili alla fine della sentenza spiega: «Il problema è che nessuna delle persone danneggiate molto probabilmente vedrà mai un euro».

Oltre a Donati nell’inchiesta è finito anche Riccardo Incerti, 48 anni, residente a Campiglia e titolare di un’impresa di laterizi che, al contrario del consulente, ha deciso di affrontare il dibattimento. Incerti, infatti, che risulta danneggiato dalle attività di Donati per oltre 293mila euro, avrebbe acquistato nel dicembre 2007, prima della scoperta del crac, una quota del 33,33% della Rial, una società alla quale Donati aveva conferito beni per un milione e 927mila euro, pagandola una cifra di gran lunga inferiore al suo valore. Da qui nasce l'accusa del concorso in bancarotta fraudolenta. Perché questo “giochino” avrebbe consentito di distrarre i beni dal successivo fallimento dello studio.

Il “sistema Donati” la Procura lo ha scoperto quando nell’ottobre del 2009 alcuni clienti del consulente hanno iniziato a ricevere le ingiunzioni per tributi non versati che invece erano certi di aver consegnato al proprio ragioniere.

Donati, assolto per i fatti precedenti al 7 maggio 2006 perché salvato dalla prescrizione, era accusato anche di falso perché - si legge nel capo d’imputazione - «con più azioni esecutive contraffaceva i modelli di pagamento F24 compilati nell’interesse dei propri clienti indicando versamenti maggiori di quelli effetti».

Era dopo questo primo passaggio che scattava la truffa «omettendo di effettuare tali adempimenti così appropriandosi indebitamente degli importi, rilasciando ricevuta delle somme consegnate, esibendo ai clienti i modelli F24 chiedendo di ricevere le comunicazioni da parte dell’Agenzia delle entrate per via telematica al proprio studio e infine adducendo inesistenti errori nel caso di ricezioni di cartelle esattoriali così da indurre in errore i clienti sulla correttezza e puntualità del suo operato». Era in questo modo che «si procurava un ingente profitto con corrispondente danno della clientela».

Spiega dopo la lettura della sentenza l’avvocato Angelo Di Pietro che difendeva Donati: «Ci aspettavamo qualcosa in meno (il pm aveva chiesto 6 anni, ndr) in ogni caso leggeremo con attenzione il provvedimento e successivamente faremo appello».

Oltre al pagamento delle spese processuali, il giudice ha disposto per Donati l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e lo ha inabilitato per la durata di dieci anni all’esercizio di un’impresa commerciale e incapace per la stessa durata a esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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