Il Tirreno

La duna è più protetta ma il lavoro non è finito

di Giorgio Pasquinucci

Erosione stabilizzata, zone critiche individuate, tutti gli interventi previsti Società parchi, enti e privati hanno fatto il punto sullo stato della Costa est

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PIOMBINO. Erosione della spiaggia, sistema dunale compromesso dalle violente mareggiate, vegetazione minacciata dal frequente ingresso di acqua salmastra. Tutto questo rende estremamente delicato il sistema naturale della Costa est, che l'amministrazione comunale e la società dei Parchi stanno cercando di difendere in collaborazione con la Provincia e la Regione, ma anche con i privati del consorzio degli stabilimenti balneari.

Il punto sullo stato dell'arte é stato fatto ieri pomeriggio al Centro giovani, in occasione del V seminario sulla conservazione dell'habitat e la protezione delle risorse della costa del Comune di Piombino. Il Golfo di Follonica - come ha ricordato l'ingegner Gianfranco Boninsegni, tecnico del genio civile - é stato storicamente soggetto a importanti fenomeni di erosione, che allo stato attuale si sono sostanzialmente stabilizzati. I punti critici sono proprio dove più si è fatta sentire la mano dell'uomo (il porto dell'Enel, l'avanzamento del porto commerciale, le protezioni realizzate alle foci dei fossi), oltre all’azione naturale di fuga della sabbia provocata dalle rotture della beach-rock.

Lo stesso Boninsegni ha sostenuto tuttavia che gli interventi sulla duna, iniziati nell'inverno dell'anno scorso e ancora in corso, sono una condizione basilare, indispensabile premessa degli interventi a mare. Interventi che già rendono soddisfatti dei risultati Luigi Cipriani, geologo della Regione, e il direttore dei lavori Michele Giunti. Le slide rendono bene il cambiamento, ottenuto attraverso interventi di ingegneria naturale: una doppia parificata già in parte ricoperta da sabbia, posizionamento di ramificate e tronchi d'albero sparsi sulla spiaggia. Sono diminuiti i passaggi per raggiungere la spiaggia, certo, ma il piccolo sacrificio di fare qualche passo in più è compensato da una maggiore protezione di tutta l'area retrodunale, spesso invasa, come nell'inverno del 2008, dalle onde del mare che hanno decretato la morte di numerosi pini.

L'intervento di ripristino delle dune è stato ripreso a ottobre e terminerà in primavera. E' questa la condizione essenziale per progettare interventi a mare. Il primo, sia pur limitato, è quello della Provincia che prevede di dragare circa 7mila mc di sabbia dalla foce del Cornia da usare per un parziale ripascimento.

La costa è tuttavia sottoposta a un’erosione continua da Ovest verso Est, provocata soprattutto da opere realizzate dall'uomo, come le scogliere a protezione del villaggio di Baia Toscana che non hanno tenuto conto della fragilità d'insieme del golfo. Il porto turistico progettato nella Chiusa dovrebbe, a parere di Cipriani, richiamare sabbia nella fascia di costa che va fino a Tor del Sale. Qualche effetto negativo potrebbe essere invece essere provocato dalle opere per l'ampliamento del porto commerciale. Per il resto le maggiori criticità sono state individuate alle foci dei fossi di Perelli e Acquaviva, dove gli esperti propongono di realizzare degli "speroni" semisommersi. Un intervento sarebbe necessario anche a fianco del porto dell’Enel per impedire la fuga della sabbia verso Est. Scogliere sommerse sarebbero anche la soluzione per rallentare i vortici delle correnti, quindi la fuga di sabbia, nella parte interna della beach-rock, che i tecnici propongono di chiudere ai lati. Progetti che devono fare i conti con risorse sempre più limitate. E proprio dai tecnici arriva la spinta alla politica: far capire che siamo di fronte a un sistema estremamente delicato che ha bisogno di molte cure.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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