Il Tirreno

Cambiano le aliquote Imu, stangata sulle seconde case

di Luca Centini

Aumenti in quasi tutti i comuni per gli immobili diversi dalle prime abitazioni Coefficienti standard all’1,06% a Rio Elba, Marciana Marina e Porto Azzurro

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PORTOFERRAIO. Il balletto del governo continua. E ancora non si sa se nei comuni che hanno alzato l’aliquota rispetto allo standard dello 0,4% i cittadini dovranno pagare il 40% della differenza. Ma se su questo fronte mancano le certezze, è invece certo che i contribuenti dovranno pagare a gennaio per tutti gli altri immobili, dalle seconde abitazioni fino agli uffici e ai negozi. E le notizie, su questo fronte, non sono positive per i cittadini elbani. Buona parte dei Comuni, alle prese con le difficoltà nel chiudere i bilanci, hanno alzato le aliquote Imu rispetto a quelle vigenti nel 2012. Ben tre amministrazioni comunali, fatte salve riduzioni per gli immobili locati o dati in comodato d’uso ai parenti applicano per l’anno in corso l’aliquota massima prevista dello 1,06% (ciascun Comune può aumentare fino ad un massimo dello 0,30% l’aliquota standard dello 0,76%).

L’ultimo Comune ad aver deciso di aumentare le aliquote Imu è quello di Porto Azzurro alle prese, come noto, con difficoltà finanziarie notevoli (sul Comune pesa un disavanzo di 2,3 milioni di euro). Nell’ultimo consiglio comunale si è giunti all’approvazione delle nuove aliquote: quella sulla prima casa passa dallo 0,2 allo 0,4%, mentre quella sulle seconde abitazioni viene spostata al massimo (1,06%), con riduzioni praticate alle abitazioni locate (0,96%) e date in comodato d’uso ai figli (0,58%). Aliquota massima anche per negozi, uffici e studi.

Ma Porto Azzurro non è certo l’unico Comune ad aver ritoccato le aliquote. Anche Portoferraio e Capoliveri, gli unici due Comuni ad aver lasciato inalterate le aliquote standard nel 2012, hanno apportato modifiche sulle seconde abitazioni e tutti gli altri tipi di immobili, con l’aumento dal valore standard dello 0,76% ad un’aliquota dello 0,91%. Marciana Marina ha aumentato l’aliquota sulla prima abitazione dallo 0,2 allo 0,4% ed ha portato al massimo il valore standard per gli altri immobili (1,06%), con la riduzione fino allo 0,96% per gli immobili locati o concessi in comodato d’uso a parenti fino al secondo grado.

Più complicato il quadro di Marciana. Il Comune ha infatti applicato, con l’approvazione del bilancio preventivo, delle aliquote diversificate in base alle tipologie degli immobili. Così se per una prima casa per le categorie da A1 fino ad A6 l’imposta risulta calibrata su un’aliquota dello 0,38%, le abitazioni dalla categoria da A7 ad A11 faranno riferimento al coefficiente di 0,50% (c’è da capire se con questo aumento anche Marciana risulti tra i Comuni in cui si rischia di dover pagare la Mini Imu sulla prima casa, nei casi di applicazione di aliquote superiori allo 0,4%). Il rischio della Mini Imu interessa Rio Marina, sebbene le cifre in ballo siano minime e ancora non si è capito fino in fondo come il governo centrale intenda muoversi. C’è da precisare, tuttavia, che il Comune di Rio Marina non ha modificato le aliquote, rimaste sugli stessi livelli del 2012. Il coefficiente per le prime case è dello 0,5%, mentre per gli altri immobili l’imposta è calibrata su un’aliquota dello 0,96%, ridotta allo 0,76% per le case in locazione e in comodato d’uso ai parenti. Rio nell’Elba è invece uno dei Comuni che, per ragioni di bilancio, ha alzato l’asticella per le seconde abitazioni al massimo consentito 1,06%, sebbene gli immobili in locazione paghino sulla base di un coefficiente ridotto allo 0,76%, aliquota utilizzata anche per le attività produttive. A Campo nell’Elba l’aliquota sulla prima casa è quella standard dello 0,4%, mentre per gli altri immobili si fa riferimento allo 0,96%, con una riduzione fino allo 0,6% per gli immobili locati e in comodato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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