Il Tirreno

«Si erano presi la casa e i soldi della zia in danno degli eredi»

«Si erano presi la casa e i soldi della zia in danno degli eredi»

San Vincenzo: rinviati a giudizio il nipote e l’ex compagna Tra le accuse anche il falso e la circonvenzione di incapace

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SAN VINCENZO. La casa dell’anziana zia venduta a un prezzo irrisorio a un amico e riacquistata poche ore dopo attraverso la compagna. E un paio di conti correnti prosciugati, sempre soldi della zia, per un totale di circa 140mila euro. Di questo sono accusati in concorso Fausto Salti (50 anni) e Danila Genovesi (47). Circonvenzione di persona incapace, falso in scrittura privata, sottrazione di cose comuni: con questi capi di imputazione il sostituto procuratore Gianfranco Petralia ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dei due.

I fatti risalgono a quattro anno fa, quando era ancora viva un’anziana zia di Salti, Pasquina. Ma anche successivamente alla morte della donna, avvenuta nel luglio 2009.

In quel periodo i due imputati avevano una relazione. La zia di lui era ammalata e in età avanzata, insomma secondo il pm erano «ridotte le sue capacità cognitive». Approfittando di questa sua condizione, sempre secondo le indagini, la zia sarebbe stata indotta «a compiere una serie di atti di disposizione patrimoniale tali da arrecarle grave pregiudizio». E, anche alla sua morte, i due imputati si sarebbero appropriati di beni immobili e denaro in danno degli altri coeredi legittimi.

Nel dettaglio, la zia sarebbe stata convinta a rilasciare al nipote una procura generale per fargli amministrare i propri beni. Con questa procura lui avrebbe venduto un appartamento di proprietà della donna a 45mila euro. L’acquirente (Moreno Sparapani) il giorno stesso dell’acquisto poi avrebbe rivenduto l’appartamento in questione alla Genovesi, che all’epoca come dicevamo era la compagna di Salti.

E ancora: Salti è accusato di aver prelevato dai conti correnti intestati alla zia parecchi soldi tra prelievi in contanti, emissioni di assegni (alcuni falsificando la firma della donna) o mediante pagamenti con Pos: quasi novantamila euro (89.317,33) da un conto corrente acceso nella filiale di San Vincenzo della Cassa di risparmi di Lucca, Pisa e Livorno e altri cinquantamila euro circa (48.564,19) dal Monte dei Paschi.

Finché gli eredi non si sono opposti. Risultano nell’elenco delle persone offese Angiolino Benucci, Andrea Salti, Antonella Salti, Soriano Salti, Iliano Salti, Luciana Petri, Maura Petri, Renzo Petri, Loriana Petri, Lida Salti e Roberto Benucci (tutti difesi dall’avvocato Maria Cristina Sanfelici).

Nei giorni scorsi il giudice dell’udienza preliminare ha valutato gli elementi raccolti fin qui dall’accusa e ha deciso di rinviare a giudizio Salti e Genovesi (difesi dall’avvocato Francesco Virgone). L’udienza è fissata a Livorno il 5 maggio del prossimo anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web