Sicurezza
Imu, a Rio Marina rebus sulla rata
È il solo comune dove si rischia di pagare, ma il governo può evitare il pasticcio
RIO MARINA. Un pasticcio. Si può definire in questo modo il balletto sulla seconda rata dell’Imu che, in questi giorni, è stato messo in scena dal governo Letta.
Dopo aver più volte annunciato la cancellazione della tassa sull’abitazione principale, è spuntata la “mini-Imu” per i Comuni che hanno aumentato nel 2013 l’aliquota, posizionandola al di sopra della quota standard del 4 per mille. Manovre che molte amministrazioni comunali hanno effettuato, convinte che la tassa sarebbe stata cancellata, per ottenere così un riequilibrio dei bilanci. In questi casi, salvo ripensamenti, toccherà allo Stato coprire il 60% del surplus, mentre il 40% toccherebbe ai cittadini.
L’unico Comune elbano coinvolto in questa dinamica sarebbe Rio Marina, la cui aliquota sulla prima casa è stata alzata, nel periodo del commissario, al 5 per mille.
Non pagheranno niente, invece, i cittadini di Marciana Marina. Il sindaco Ciumei ha alzato l’aliquota dal 2 al 4 per mille, senza superare - dunque - l’aliquota standard. Ma non è escluso che, nelle prossime ore, venga trovata una soluzione anche per le altre realtà comunali, Rio Marina compresa. Mentre non arrivano comunicazioni ufficiali alle amministrazioni con l’aliquota superiore allo standard, il governo sta valutando soluzioni in extremis per scongiurare il pasticcio. Tra queste, come riportato dai numerosi quotidiani nazionali, sembra potersi affermare la possibilità di colmare la maggiorazione dei Comuni con un aumento dell’acconto Iva.
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