Il Tirreno

Dai Voltoni al Villaggio Paese, i 36 “tesori” chiesti al Demanio

Dai Voltoni al Villaggio Paese, i 36 “tesori” chiesti al Demanio

Il Comune ha inviato all’Agenzia la lista dei beni che potrebbero essere acquisiti gratuitamente L’amministrazione potrà tenerseli o venderli ai privati per fare cassa, tenendo il 75% del ricavo

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RIO MARINA. Trentasei schede compilate e inviate all’Agenzia del Demanio. Terreni, fabbricati dismessi, ma anche immobili strategici su cui il Comune di Rio Marina conta di mettere le mani e ripone buona parte delle strategie di sviluppo futuro. Il 30 novembre sono scaduti i termini entro cui i Comuni avevano la possibilità di richiedere il trasferimento dei beni di proprietà dell’Agenzia del Demanio, molti dei quali disseminati sul territorio elbano. Questo in virtù del decreto del fare approvato in Parlamento, legato al federalismo demaniale. Un decreto che per Rio Marina, paese che porta ancora i segni dell’attività mineraria, assume un’importanza particolare.

Il Comune ha presentato all’Agenzia del Demanio una lunga lista di beni per i quali è stato chiesto il trasferimento, nell’ottica di una loro valorizzazione o, come nel caso di Villaggio Paese, di una vendita da cui il Comune otterrebbe il 75% dell’introito con il 25% che andrebbe proprio al Demanio. L'Agenzia del Demanio, verificata la sussistenza dei presupposti per l'accoglimento della richiesta, comunicherà l'esito al Comune entro 60 giorni dalla ricezione della lista.

Patrimonio conteso. Le indiscrezioni emerse nei giorni scorsi hanno trovato conferma. Il Comune di Rio Marina ha chiesto al Demanio il trasferimento, in pratica, di tutto il suo patrimonio detenuto nel territorio di Rio Marina. Tra gli immobili schedati e richiesti ce ne sono alcuni di indubbio valore strategico per il Comune ex minerario.

Il Comune ha chiesto al Demanio la restituzione dei “Voltoni”, ovvero dei fondi al piano terra di fronte al porto, attualmente occupati dalle biglietterie e dalle associazioni, che il Comune intende mettere a reddito o vendere. A questi si aggiungono gli “Spiazzi” e i giardini pubblici sopra i Voltoni. Si tratta di un’area strategica del paese che, in questo modo, tornerebbe in mano al Comune che avrebbe le mani più libere per la sua valorizzazione, mentre il fabbricato in muratura adiacente ai Voltoni è da valorizzare in ottica di mercato. Tra i beni che il Comune intende valorizzare per una loro messa a reddito figurano i locali seminterrati attualmente occupati dall’ufficio circondariale marittimo ad uso di uffici e bagni. Il Comune ha chiesto al Demanio anche il conferimento del complesso dell’ex palazzo governativo delle miniere per il quale è previsto una destinazione pubblica o sociale. Tra i beni in odore di passaggio gli immobili del Parco Minerario utilizzati in gran parte al museo mineralogico e parte su via del Pozzo ad uso commerciale, la canonica in viale Principe Amedeo.

L’officina San Jacopo. Rientra tra i beni schedati e richiesti dal Comune di Rio Marina al Demanio. Il caso è particolare, in quanto da tempo era stata avviata una trattativa tra lo stesso Demanio e una società privata, facente riferimento al gruppo Nocentini, per la realizzazione di un supermercato. Non a caso il Comune ha già individuato, come finalità del trasferimento, la sua valorizzazione per la messa a reddito o alienazione.

Altri beni. Il centro giovani in via Principe Amedeo, già utilizzato dal Comune, è tra i beni inseriti in lista. Tra i beni da valorizzare nell’ottica di una messa a reddito o alienazione c’è l’ex cava del Serpentino in località Montefico e numerosi terreni e immobili nella zona di Cala Seregola.

Il Villaggio Paese. Altra partita, pesante per il futuro del Comune, è relativa ai fabbricati dell’ex comparto minerario di Vigneria, ovvero quel Villaggio Paese con oltre 47mila metri cubi che il Demanio ha già provato più volte a vendere. Senza successo. Al momento il Demanio sta trattando il passaggio del bene a una società legata alla Cassa Depositi e Prestiti. Qualora il passaggio non andasse in porto, Villaggio Paese potrebbe essere trasferito al Comune, soluzione preferita dall’amministrazione comunale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web