Gioco
«Un vandalo per la legge, un artista per la gente»
Intervista a Red Skull, il writer che combatte il cemento a colpi di spray. «Un assessore mi aveva capito ma la giunta lo ha bloccato. Presto una sorpresa»
SAN VINCENZO. Si sposta di notte, veloce, silenzioso. E quando il tempo che corre tra un’auto e l’altra si allunga, tira fuori la bomboletta spray per colorare il grigio del cemento . Potrebbe essere uomo o donna, ragazzino o adulto, Jekyll o Hyde: si sa solo che si fa chiamare Red Skull come il protagonista di un fumetto.
È un writer. Da circa un anno ha scelto di dar vita agli anonimi panettoni di cemento, che poi sarebbero dissuasori stradali, e che spuntano come funghi nel suo paese, San Vincenzo. Lo fa per se stesso e per gli altri, per combattere la cementificazione e godersi, mentre passeggia, la sua galleria a cielo aperto.
FOTO Red Skull, il writer che combatte il cemento a colpi di spray
«La mia è una storia di tutti i giorni – ci racconta - molte persone si trovano di fronte alla disoccupazione. Quasi un anno fa sono rimasto senza lavoro e col morale a terra. Vivevo giornate vuote, mi mancava qualcosa. Una sera trovai dei vecchi spray e pensai che li avrei potuti usare per dipingere qualcosa ma non volevo limitare la mia arte. Perché non “arrivare” a più persone?».
Da quel pensiero a richiudersi la porta dietro le spalle per cercare all’esterno “una tela” il passo fu breve: «Girando per le strade mi colpì il numero dei blocchi di cemento, dei panettoni piazzati in paese. Ne vidi uno, in mezzo all'erba alta: era come se fosse consumato dalla natura intorno. Presi gli spray e disegnai senza pensarci troppo». Ne venne fuori una faccia sofferente, chiusa in un ghigno, con gli occhi grondanti di vernice. E poi una convinzione: «La superficie era ideale, il messaggio convincente: volevo protestare contro la cementificazione che avanza, soprattutto a San Vincenzo. E ne avevo trovato l’occasione».

Red Skull inizia a utilizzare i blocchi come una tela tridimensionale; i panettoni diventano mostri assetati di distruzione; «esseri golosi di suolo e di piante». Li trova ovunque, vicino alla ferrovia, sul ciglio della strada, a due passi dall’area pedonale. E li rivitalizza a colpi di verde, viola, blu. Il giovane disoccupato indossa la maschera del writer solo di notte, quando può dar vita alle sue creazioni. In qualche occasione lo segue un amico che fa da palo («perché diverse volte sono andato vicino a essere scoperto»), ma è da solo che inizia a dar vita a tutti i blocchi che incontra. E realizza quello che divora l’erba, quello tramortito dal palo che gli passa la testa, quello che viene trascinato con tanto di catene come fosse uno schiavo e quello che va a sbattere contro un cartello. In quasi un anno il writer senza volto colora circa quaranta panettoni. I cittadini e i turisti li apprezzano, li fotografano e si fermano a guardarli. Anche gli amministratori cominciano ad apprezzare le creazioni. Al punto che l’assessore ai lavori pubblici Elisa Cecchini avanza una proposta: perché non far colorare tutti i blocchi di cemento del comune? In fondo sono carini.
«Ero colpito da questa idea – dice Red Skull - purtroppo però la giunta accusò l’assessore di voler aiutare un vandalo che oltretutto diffondeva un messaggio contro il Comune. E non se ne fece nulla. Se avessi avuto un permesso per dipingere avrei potuto realizzare più opere. Più belle e curate». Davanti al rifiuto della giunta, l’unica soluzione rimane l’anonimato. «Agli occhi della legge sono un vandalo – dice – ma a parte gli anonimi blocchi anonimi di cemento non ho mai danneggiato un bene pubblico». E i giudizi dei passanti, del suo pubblico non pagante, rimangono l’unico incentivo per andare avanti e pianificare. «Verso la metà di dicembre ci sarà una sorpresa –anticipa – e sfrutto questa occasione per dire a tutti che festeggerò realizzando qualcosa di insolito, che vedrà partecipe chiunque voglia aderire. Altre comunicazioni saranno caricate sulla mia pagina facebooke». Che in un paio di mesi ha già raggiunto oltre trecento seguaci.
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