Proteste
Timori per le operaie Aclilabor
Da giugno appalto scaduto e navigazione a vista per 30 donne
PIOMBINO. Allarme per il futuro delle lavoratrici Aclilabor impegnate in Lucchini.
L’appalto è scaduto in giugno e da allora, navigazione sempre più a vista
Ieri , quando la preoccupazione stava lievitando ulteriormente e lo stato di agitazione era nell’aria, è arrivata la comunicazione della proroga del contratto per un mese. Una piccola boccata d’ossigeno che non allenta la morsa.
Ad aggravare il quadro, ci sono le voci circa l’interessamento di un’ impresa emiliana a cui potrebbero essere trasferite le pulizie. Ma non tutto il personale in forza all’azienda locale.
Il cantiere di Aclilabor in Lucchini occupa una trentina di donne. Spesso, si tratta di capifamiglia che vivono situazioni economcihe disagiate.
E sono loro, le donne, a confermarsi l’anello più debole del sistema. Le più penalizzate.
Tempo fa , Aclilabor aveva perso circa la metà dell’appalto, con la pulizia degli spogliatoi trasferita ai dipendenti Lucchini inquadrati nelle categorie protette.
Per contenere i riflessi negativi sull’occupazione e garantire un minimo di protezione sociale, era stato raggiunto l’accordo per l’introduzione dei contratti di solidarietà.
«In questo modo le donne lavorano due settimane su quattro e le loro bustepaga non superano i 300 euro», spiega Sabrina Nigro, portavoce dell’Ugl, il sindacato che conta la maggioranza delle iscritte.
«E’ chiaro - prosegue la sindacalista - che parliamo di precarietà nella precarietà. La situazione generale è quella che è, ne siamo ben consapevoli. Ma un minimo di garanzie sul mantenimento degli assetti occupazionali è dovuto anche nei confronti di queste lavoratrici», chiude Nigro.(v.p.)
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