Attenzione
Videopoker e slot machine nel mirino
Forze dell’ordine in azione contro il gioco d’azzardo: tanti controlli ma solo qualche problema con le licenze
PIOMBINO. Il loro ingresso sulla scena risale a diversi anni fa, ma è soprattutto negli ultimi tempi che il fenomeno di macchine da gioco come videopoker o slot machine si è guadagnato una porzione non trascurabile - e sempre più in crescita - del mercato. A Piombino, ad esempio, spiega il maresciallo della guardia di finanza Antonio Ullo, il gioco è molto diffuso e riguarda circa 60 attività (bar, tabaccherie locali specifici), che contano ciascuna un numero di macchine che oscilla tra 2 e 6: con buona approssimazione, dunque, un totale di circa 250 macchine sull’intero territorio comunale.
Le operazioni di controllo delle eventuali irregolarità vengono compiute dal comando spesso di concerto con la polizia e riguardano da un lato il videopoker, dall’altro le scommesse online. «In realtà sul territorio, in tempi relativamente recenti – spiega Ullo - non abbiamo rilevato grossi illeciti: contiamo 3 sequestri a livello penale (case da gioco che non avevano tutte le licenze necessarie e che permettevano l’uso di siti vietati), mentre qualche altro sequestro è stato compiuto a livello amministrativo».
Molte di più, in realtà, osserva il maresciallo, sono le segnalazioni provenienti da persone che si rivolgono alla guardia di finanza perché hanno qualche caro che spende troppo in questo genere di attività: in casi come questi il sospetto che si apre è quello della contraffazione di queste macchine per mezzo di software che permetterebbero di aggirare il monopolio di stato, a cui tutti gli apparecchi devono essere collegati, poiché lo Stato ha un guadagno su queste attività.
Come detto, però, si tratta di circostanze che le indagini compiute hanno messo in evidenza solo in pochissimi casi. «Le persone – commenta Ullo – finiscono col rovinarsi con questo tipo di giochi essenzialmente perché li utilizzano per giornate intere, però se le macchine sono regolari noi non possiamo farci molto. Alla fine se, in assenza di truffa, uno continua a giocare ripetutamente e perde molti soldi, siamo nell’ambito della regolarità», e quel punto la faccenda, semmai, è da trasferirsi nelle mani dell’Asl, che, attraverso il Sert, si occupa anche degli affetti da ludopatia. In ogni caso resta prioritario il controllo: «Teniamo costantemente gli occhi addosso a questo genere di attività» conclude il maresciallo. Proprio perché il fenomeno si è fatto anno dopo anno più ingente, la legislazione - ormai da tempo - ha scelto di intervenire in vari modi sul tema del gioco, con adeguamenti e regolamentazioni anche a livello locale che in Val di Cornia risalgono addirittura al 2008, quando l’allora Circondario stilò un regolamento che riguardava anche i giochi di cui al comma 6 dell’art. 110 tulps, in sostanza quelli che garantiscono delle vincite in denaro. Tra le prescrizioni, l’obbligo di separare l’area dedicata al gioco da tutte le altre all’interno di quei negozi che hanno anche altre attività, come ad esempio bar e tabaccherie, e di vietarne l’accesso ai minori di 18 anni. Diverso il discorso - portato all’attenzione anche da leggi statali e regionali recenti - che pone l’obbligo di distanza di 500 metri dalle scuole e altri luoghi considerati “sensibili” e che però riguarda le sale giochi in senso più classico, quelle rivolte soprattutto all’intrattenimento. «A Piombino – spiega l’assessore alle attività produttive Luca Pallini – c’erano state fatte due richieste in questo senso. E le abbiamo bloccate entrambe».
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