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numeri dal sert

Cifre in crescita esponenziale e anziani che si giocano tutto

PIOMBINO. 5 nel 2011, 10 nel 2012, 20 quest’anno. Cifra, anno dopo anno, raddoppiata e che rivela come il fenomeno della dipendenza da gioco (e in particolar modo da slot machine) - secondo i numeri...

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PIOMBINO. 5 nel 2011, 10 nel 2012, 20 quest’anno. Cifra, anno dopo anno, raddoppiata e che rivela come il fenomeno della dipendenza da gioco (e in particolar modo da slot machine) - secondo i numeri rivelati dal Sert - stia prendendo piede anche qui. «Senza considerare – spiega il dottor Maurizio Villa – il numero di quanti scelgono di non rivolgersi al servizio, che probabilmente, moltissimi».

Ma cosa c’è alle spalle della cosiddetta «ludopatia», la patologia da cui sono affette le persone che non riescono a controllare il rapporto col gioco? «Si tratta – dice Villa – di un disturbo del comportamento, degli impulsi, al pari di qualsiasi disturbo simile». L’età media delle persone interessate è di circa 45 anni, il fenomeno tocca 18enni come pensionati prossimi ai 70 anni. Nel 2012 le donne erano all’incirca una su dieci, quest’anno la loro percentuale è salita al 25 %. «Fino al 2011 gli esercenti non vedevano grande convenienza nel tenere le slot machine all’interno dei locali – sottolinea Villa – Poi molti hanno capito che potevano essere un modo per integrare le loro entrate». Da quel momento in poi il fenomeno ha cominciato a crescere, assumendo la proporzione rilevata dai numeri. «Il cervello – spiega ancora il responsabile Sert – possiede un’area che possiamo definire di gratificazione. Quando esso apprende una determinata sensazione piacevole, tende a volerla ripetere. Per questo alla base di tutti i casi di ludopatia c’è una vincita consistente. Ma proprio quella, in realtà, è la sconfitta del giocatore, che continuerà a giocare a ripetizione per godere nuovamente di quella sensazione gratificante. Alcuni contano sul calcolo delle probabilità, giocare di più per avere maggiori possibilità. E da lì si arriva agli anziani che finiscono la pensione il giorno dopo averla riscossa e agli adolescenti che rubano le carte di credito dei genitori».

Stesso processo, specifica il medico, che riguarda le altre dipendenze «dall’alcool, alle droghe, alle dipendenze da Internet, al sexting degli adolescenti», caratteristica della natura umana: tant’è che quella che si attiva è la medesima zona del cervello che entra in gioco «quando la mamma vede il bambino che è capace di mangiare da solo e prova piacere per il progresso che ha compiuto». Casi tra i quali si devono fare le debite differenze, perché se dal punto di vista chimico e biologico non sussiste distanza, dal punto di vista sociale non può essere la stessa cosa. «La differenza – puntualizza Villa – si compie sui parametri di funzionalità diversa»: in pratica cose che hanno un buon esito e altre che ne danno uno cattivo.

«Il cervello ha una gran forza nel riconoscere ciò che ci gratifica. Potenzialmente siamo tutti tossici. Un po’ come per il primo bacio, il primo innamoramento: molti si portano dietro la sensazione che ne è scaturita e sperano di riuscire a reiterarla per tutta la vita». E che tutto questo sia difficile da controllare lo rivela il fatto che i casi di ricaduta siano frequenti, a volte legati a deficienze di ordine affettivo o bisogni particolari, sempre perché «il controllo degli istinti biologici è qualcosa di molto complesso. La ragione arriva sempre dopo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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