Sicurezza
Nardi prepara gli ammortizzatori
Lucchini, chiesto l’accesso al plafond per la cassa straordinaria. Gabrielli (Fiom): «Atto dovuto, sono mesi decisivi»
PIOMBINO. Sono in arrivo i 60 giorni della verità; ritenuti decisivi, da tutti i soggetti in campo, per il futuro dello stabilimento Lucchini. Quei due mesi che scatteranno a partire dalla pubblicazione del bando di messa in vendita dell’intero Gruppo Lucchini e durante i quali gli eventuali acquirenti interessati dovranno presentare le offerte ufficiali per rilevare l’intero gruppo o parti di esso.
La pubblicazione del bando è attesa per i prossimi giorni. E in vista di questo step, il commissario straordinario Piero Nardi ha compiuto in questi giorni uno dei passaggi tecnici formali previsti nel suo compito di responsabile dell’amministrazione straordinaria, regime in cui il Gruppo Lucchini si trova dal 21 dicembre dell’anno scorso. Nardi ha dunque chiesto al ministero del lavoro e alle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, di accedere al plafond per la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per tutti i dipendenti del gruppo: 2698 lavoratori complessivi (2002 dello stabilimento di Piombino, 485 della ferriera di Trieste, 85 di Lecco, 94 di Condove e 32 degli uffici amministrativi di Brescia). Come hanno spiegato dalla Lucchini, la richiesta è un passaggio puramente tecnico e non ne deriva che la cassa sarà effettivamente utilizzata.
«È un atto dovuto – conferma Luciano Gabrielli, segretario provinciale della Fiom – legato ai prossimi passaggi decisivi: fra dicembre e gennaio la presentazione delle offerte, da febbraio la valutazione delle offerte stesse, per la quale la legge dà fino a sei mesi di tempo. Il commissario ha a disposizione tre anni di cassa integrazione straordinaria – dice ancora Gabrielli – da utilizzare quando si saprà il destino del gruppo: la cassa potrà interessare tutti i dipendenti se non sarà venduto nulla, o quella parte di lavoratori delle frazioni che risulteranno invendute, oppure anche nessuno se sarà ceduto l’intero gruppo. Comunque – spiega ancora il sindacalista – non è certo un evento imminente, ricordando anche che allo stabilimento di Piombino sono in vigore i contratti di solidarietà fino a marzo/aprile prossimi e che l’altoforno, con l’accordo di Roma, non dovrà essere fermato fino all’esito della gara».
Secondo Gabrielli, inoltre, la richiesta della cassa integrazione straordinaria inoltrata da Nardi dovrebbe anche prevedere una serie di passaggi successivi, con ministero e sindacati, per stabilire quale tipo di ammortizzatori sociali attivare nel momento in cui se ne presentasse la necessità. «È chiaro che su questo bisognerà aprire una discussione – dice il segretario Fiom – Faccio un esempio: nel caso di una uscita di lavoratori, si applicherà la legge Fornero oppure no a chi, da qui al 2015, potrebbe maturare i requisiti per la pensione senza il nuovo tetto della legge Fornero? Insomma, aspetti da chiarire e discutere ce ne sono ancora parecchi».(nst)
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