Il Tirreno

Lo stipendio non arriva, dipendenti in rivolta

di Luca Centini
Lo stipendio non arriva, dipendenti in rivolta

Nel mirino dei lavoratori il ragioniere capo che non ha firmato i mandati «Siamo stanchi di essere ostaggio dei contrasti tra i dirigenti e la giunta»

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PORTOFERRAIO. «Lo stipendio di novembre non ce lo pagano». Martedì mattina le voce inizia a circolare tra gli uffici comunali di Portoferraio. E, ora dopo ora, la preoccupazione degli oltre settanta dipendenti viene confermata dai fatti. «Il ragioniere capo non firma, stavolta la paga non arriva». Basta questo per dare vita al passaparola tra i lavoratori dell’ente i quali, ieri mattina, decidono di improvvisare un’assemblea lampo in sala consiliare per esprimere la rabbia per il ritardo. Un ritardo non giustificato dalla situazione finanziaria del Comune che, rispetto alle altre amministrazioni elbane, non ha certo problemi di liquidità. «Vogliamo sapere perché – dice uno dei dipendenti riuniti in assemblea – non veniamo pagati il 27 del mese. Non è mai accaduto in 20 anni che lavoro in municipio».

Nel giro di pochi minuti il vice sindaco Cosetta Pellegrini e il sindaco Roberto Peria arrivano in sala consiliare per tranquillizzare i dipendenti: martedì pomeriggio il sindaco ha dato mandato ad interim al dirigente Mauro Parigi (e non al ragioniere capo Luca Donati, il dirigente ritenuto responsabile dai lavoratori, assente nel pomeriggio di martedì) di firmare i documenti necessari a sbloccare i pagamenti, che saranno corrisposti questa mattina. «Ma il punto non è nel giorno di ritardo – dicono i lavoratori – la verità è che siamo stufi di essere ostaggio dei problemi tra i dirigenti e l’amministrazione comunale».

Del resto le frizioni tra il corpo dirigente e la giunta comunale, legati in particolare alla posizione del ragioniere capo Donati (proprio ieri è stato pubblicato sull’albo pretorio del Comune l’incarico legale per la difesa dell’ente di fronte a un ricorso al Tar presentato da Donati) stanno rendendo giorno dopo giorno il clima all’interno della struttura comunale molto teso. In particolar modo per i lavoratori.

«Già da mesi sapevamo che saremmo arrivati a questo punto», hanno detto i dipendenti riuniti nel corso della riunione in sala consiliare. Quanto accaduto martedì non è altro che la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Non firmo mandati che non esistono – si è difeso il dirigente Luca Donati, da noi contattato telefonicamente – la verità è che il dirigente Parigi non ha preparato gli stipendi, il ritardo si spiega in questo modo». Una giustificazione che non ha convinto i lavoratori presenti in assemblea, tanto meno il sindaco Peria e il vice sindaco Pellegrini che hanno preso le distanze dal comportamento del dirigente. In questo contesto di forte tensione il segretario generale del Comune, secondo quanto emerso dalla riunione, avrebbe ritenuto opportuno segnalare quanto accaduto all’autorità competente. Questo mentre i lavoratori, come confermato dal responsabile Cgil Fp Manuel Anselmi, stanno valutando se fare denuncia per chiedere i danni arrecati per il pagamento ritardato. Ed è proprio tra i lavoratori che si fa sempre più spazio il sospetto che l’origine delle frizioni più nette tra la giunta e il corpo dirigente sia legata al tentativo di rivisitare le retribuzioni di posizione dei dirigenti. «Niente di vero», ribatte Donati.

Il clima, insomma, è sempre più teso nelle stanze del Comune e i tentativi della giunta, che solo pochi mesi fa ha completato una corposa riorganizzazione dell’organico, sia dei dipendenti che del corpo dirigente, non è servito a calmare gli animi, tanto meno a far funzionare nel modo sperato la struttura organizzativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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