Il Tirreno

«Non vogliamo l’amianto a pochi metri dalle classi»

«Non vogliamo l’amianto a pochi metri dalle classi»

Studenti dell’Isis Foresi preoccupati dal tetto in eternit della Lega Navale L’assessore Rizzoli: «Già fatto un sopralluogo, presto la messa in sicurezza»

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PORTOFERRAIO. C’è anche la presenza di amianto a pochi metri dalla scuola tra le preoccupazioni degli alunni dell’Isis Foresi che, lunedì mattina, hanno organizzato una manifestazione di protesta per le vie del centro di Portoferraio.

I ragazzi hanno segnalato alla Provincia e all’amministrazione comunale di Portoferraio le condizioni del tettuccio di eternit a copertura della sede della Lega Navale di Portoferraio che, seppur fuori dall’area di competenza della scuola superiore, preoccupa per la continua esposizione al salmastro e, quindi, per il pericolo di un suo sgretolamento. Nel corso dell’assemblea che si è svolta nella sala della Provincia di Portoferraio la presenza del tettuccio in eternit a pochi metri dalla scuola è stata più volte segnalata, fino all’intervento dell’avvocato Lucia Mannu che ha annunciato la volontà di fare un esposto alla Procura della Repubblica.

Nel corso dell’assemblea l’assessore Carlo Rizzoli è intervenuto per rassicurare sia gli alunni che i genitori. «Venerdì scorso abbiamo inviato sul posto i nostri tecnici – spiega l’assessore – la struttura è molto vecchia, ma non è sbriciolata. Tuttavia ci sono due fori che devono essere sistemati al più presto, per evitare che il materiale in eternit possa sgretolarsi. Per questo, in seguito al sopralluogo, sarà emessa un’ordinanza che obbligherà la Lega Navale a mettere in sicurezza il tettuccio. In più, considerato il luogo sensibile, chiederemo ad Arpat un controllo scientifico».

Lo smaltimento dell’amianto è un problema che non è circoscritto al caso del Foresi, ma interessa tutti i comuni dell’Elba. A tale proposito il Comune ha avviato da tempo una collaborazione con Esa che, proprio in questi giorni, conta di chiudere la trattativa con il Ministero per ottenere i permessi necessari al trattamento degli speciali, tra cui rientra l’amianto. «Si tratta di un fatto di notevole importanza – fa sapere Carlo Rizzoli – dal momento che all’Elba non esiste al momento alcun gestore accreditato per poter gestire questo tipo di rifiuto. E, il più delle volte, i privati finiscono per smaltirlo in modo abusivo abbandonandolo vicino ai cassonetti o, peggio, triturandolo a colpi di martello».

Il Comune di Portoferraio ed Esa conrano, una volta ottenuto l’ok del Ministero, avviare in tempi ragionevoli la raccolta dell’amianto domestico. In pratica, come avviene in altre parti d’Italia, saranno consegnati ai privati dei kit per la messa in sicurezza del materiale in eternit, che la società Esa provvederebbe a raccogliere e smaltire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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