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Fondata l’associazione in onore di Carlo Carletti
RIO MARINA. «Ripercorrere il nostro passato sull’onda di testimonianze, ricordi ed esperienze personali, con il proposito di offrire un contributo, per non dimenticare e conservare, serenamente, la...
RIO MARINA. «Ripercorrere il nostro passato sull’onda di testimonianze, ricordi ed esperienze personali, con il proposito di offrire un contributo, per non dimenticare e conservare, serenamente, la consapevolezza dei nostri valori e delle nostre radici». È questa la “riesità”, neologismo creato da Carlo Carletti, scrittore, giornalista, per anni collaboratore de Il Tirreno, ma anche artista dell'immagine, scomparso mesi fa, in onore del quale è stata creato un sodalizio che si chiama “Associazione culturale Carlo d'Ego- Riesità”.
L’iniziativa, assecondata dai familiari, ha preso vita grazie alla volontà di coloro che hanno condiviso con lui gli stessi interessi, passioni ed impegni. Insieme ai componenti più stretti della famiglia ed al nipote Luciano Muti, sono soci fondatori gli ex sindaci di Rio Marina, Elvio Diversi e Francesco Bosi, quindi Fabrizio Baleni, Marco Boattini, Nicola Calogero, Umberto Canovaro, Benito Elmini, Lelio Giannoni, Giuseppina Giannullo, Maurizio Grazia, Paola Guidi, Antonella Milani, Anna Mery Tonietti e Gisella Verdura. «Carlo – spiega il nipote Luciano Muti – ha vissuto con passione nella comunità riese, di cui era profondo conoscitore. Curava con precisione anche le sue produzioni filmiche, cercava un ben preciso scorcio, dopo una libecciata, col cielo più limpido e l’aria tersa, per catturare immagini di qualità».
Non a caso ha prodotto centinaia di filmati mai banali e ricchi di messaggi sulle bellezze dell'isola, con i quali non trascurava di denunciare anche la mala politica, il degrado e l’incuria del territorio. «Sarà costituito il consiglio direttivo, che coordinerà le attività dell’associazione – conclude Muti – catalogheremo l’enorme quantità di materiale che in sessanta anni di attività Carlo ci ha lasciato, tra foto, diapositive, cortometraggi, racconti di storie locali».
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