Toscana
Alluvione: speranze al lumicino per i contributi alle case danneggiate
Lo scambio di e-mail tra il comitato “7 Novembre” e il governatore Rossi non porta buone notizie Nessuna risorsa per le abitazioni, solo quel che resta dai 500mila euro per le auto
MARINA DI CAMPO. La buona notizia attesa dalla Regione non è arrivata. Per gli alluvionati di Marina di Campo che hanno acceso mutui e si sono indebitati per rimettere in piedi le abitazioni finite sott’acqua non sono previsti, al momento, contributi dalla Protezione civile nazionale. Le speranze di avere indietro qualche migliaia di euro, fatta eccezione per i 270mila euro che il Comune metterà sul piatto con risorse proprie e con i soldi raccolti da Banca dell’Elba, sono poche. La conferma si è avuta in seguito allo scambio di corrispondenza tra il comitato 7 Novembre e il presidente della Regione, nonché commissario straordinario per l’alluvione del 2011 Enrico Rossi. A rendere noto il contenuto delle e-mail è Paolo Franceschetti, uno dei responsabili del comitato. Il presidente Rossi, in data 25 novembre, ha risposto via e-mail al comitato riassumendo il contenuto dell’ ordinanza del presidente della giunta regionale dell’8 maggio 2012: le risorse stanziate per gli alluvionati erano 500mila euro come contributo danni privati per i beni mobili danneggiati (si sta procedendo alle liquidazioni) e 4,6 milioni come contributo danni alle imprese (una prima tranche di 2,3 milioni e successivamente integrata dalla Regione con altri 2,2 milioni di euro).
«Lo stanziamento ci permette di rimborsare alle imprese il 100% del contributo ammesso», ha scritto il presidente della Regione che, per quanto riguarda il contributo ai privati ha spiegato che «al momento è stata attivata la procedura per il rimborso dei danni subiti da beni mobili registrati (auto, moto) ad oggi in fase di conclusione. Una volta conclusa la procedura potrà essere avviato, seguendo le segnalazioni danni che il Comune di Campo nell'Elba fornirà alla Regione, l'iter per la determinazione dei contributi relativi ai beni immobili (abitazioni private) inizialmente a valere sulle risorse rimanenti dalla procedura per i beni mobili registrati». Per le auto il contributo ammesso è di 295mila euro (rimarrebbero pertanto 205mila euro). «Ulteriori risorse – ha aggiunto Rossi – potrebbero essere recuperate dalle economie generate dagli interventi previsti dal piano degli interventi approvato con l’ordinanza 30/2012, che alla fine della gestione commissariale, il 22 settembre 2014, torneranno nella disponibilità della Regione». La porta per altri contributi., insomma, resta socchiusa. Ma ciò non basta a chi ha speso migliaia di euro per riparare le abitazioni e allo stesso comitato 7 novembre. «In Lunigiana sono stati stanziati 4,1 milioni di euro per risolvere le necessità di chi ha perduto casa per inagibilità o dovuto ristrutturare l'immobile danneggiato negli impianti idraulici ed elettrici – spiega Franceschetti – fortunatamente all'Elba casi di inagibilità non ne abbiamo registrati, ma rimane il fatto che decine e decine di abitanti abbiano soggiornato fuori dalle proprie abitazioni per mesi al fine di potervi svolgere ingenti lavori a impianti elettrici, idraulici e murari».
Il comitato chiede un impegno più forte alle istituzioni. «Sappiamo bene che la legge delle “tasse sulle disgrazie” abbia messo in difficoltà le Regioni, ma veda lei come risolvere i rapporti tra Stato e Regione – ha scritto Franceschetti a Rossi – quello che non tollereremo come cittadini italiani e toscani è quello di essere trattati con discriminazione. L'Iva sul riacquisto dei nostri materassi e arredi l’abbiamo pagata allo Stato, le accise sulla benzina le abbiamo pagate alla Regione, le tasse sui passaggi di proprietà delle auto usate acquistate per sostituire le auto perdute le abbiamo versate alla Provincia, abbiamo pagato l'Imu al Comune e persino la tassa sui fossi al consorzio di bonifica. Vorremmo ribaltare il principio kafkiano in cui siamo precipitati: essere tassati prima, talvolta anche in modo anticostituzionale, per essere risarciti poi. Chiediamo perciò di essere equiparati nel trattamento dei rimborsi ai cittadini della Lunigiana e la preghiamo di reperire i fondi che possano, proporzionalmente a quanto già erogato in Lunigiana, rimborsare le vittime della nostra alluvione entro tempi ragionevoli».
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