Attenzione
Operaio si ferisce e accusa: «Ogni giorno è un rischio»
Il sedile già traballante cede e un camionista della Lucchini Servizi si infortuna «Mi hanno costretto a salire su quel mezzo, ci ricattano con la scusa della crisi»
PIOMBINO. «Non è più possibile lavorare in queste condizioni, ma se ti lamenti passi anche per lavativo…».
Sandro Massai è uno di quelli che «si lamenta». Cioè che protesta, che vorrebbe lavorare in condizioni di sicurezza. Condizioni minime. «E là dentro non è più così da un bel po’ di tempo».
Là dentro, cioè in fabbrica. Alle acciaierie. Massai, 43 anni, è un dipendente della Lucchini servizi. Guida camion, trasporta rottami da un punto all’altro del parco industriale.
Ieri è venuto in redazione con un collare ortopedico e, in mano, un certificato medico di 7 giorni. Si è infortunato sabato pomeriggio mentre guidava uno di quei camion. Il servizio medicina del lavoro dell’Asl sta conducendo un'inchiesta in proposito e ieri si sono incontrate apposta anche le Rsu. Cosa è successo lo racconta Massai: «Venerdì dovevo guidare un camion - dice - per trasportare del materiale al parco rottami. Ho fatto presente al capoturno che quel mezzo non era idoneo: aveva un sedile rotto, tenuto fermo alla meno peggio con una zeppa di legno. Inoltre perdeva gasolio dal serbatoio. Purtroppo non è l’unico mezzo che si trova in quelle condizioni. Ormai la manutenzione è un ricordo, anche solo sostituire uno specchietto rotto è impossibile. E se uno prova a farlo presente viene etichettato come rompicoglioni. Ormai, con la scusa della crisi e della chiusura delle acciaierie, là dentro è tutto un ricatto».
Torniamo all’episodio: «Venerdì il capoturno ha ammesso che avevo ragione, quindi mi ha detto di non salire su quel camion e di aspettare che fosse pronto un altro mezzo».
L’indomani però è cambiato il capoturno: «E quello non ha sentito storie - aggiunge Massai - Ha detto che il mezzo in questione era idoneo, ha ribadito che ne aveva già parlato anche con il caporeparto. E ha aggiunto che sono il solito piantagrane. Così non mi è rimasto che obbedire, visto che questo mese mi sono già preso due sanzioni disciplinari. Ho caricato il camion e mi sono diretto al parco rottami. All’altezza dei vigili del fuoco, peraltro dove c’è un rettilineo, è avvenuto quel che temevo: è partita la zeppa del sedile, che si è inclinato di colpo. Io ho picchiato una violenta testata nel vetro, il camion ha sbandato ed è finito sui vagoni. Sono stato accompagnato al pronto soccorso, dove mi hanno diagnosticato una distorsione al rachide cervicale. Ho fatto denuncia all’Asl e sono andato al sindacato. Ma è possibile andare avanti così?».
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