La manifestazione
Con la bronchite scale impossibili
Per 20 mila persone in Toscana le scale di casa diventano, anno dopo anno, sempre più un problema. L’affanno è troppo forte. Occorre via via fermarsi e, allora, nascono i problemi. Poi c’è quella...
Per 20 mila persone in Toscana le scale di casa diventano, anno dopo anno, sempre più un problema. L’affanno è troppo forte. Occorre via via fermarsi e, allora, nascono i problemi. Poi c’è quella tosse che ogni giorno è un tormento.
A volte il catarro è macchiato di sangue. Accidenti a quelle sigarette, ma è troppo tardi. Parliamo di BPCO ovvero bronchite cronica ostruttiva, sempre più frequente fra le donne (44%). L’ostacolo maggiore è il mancato riconoscimento, a livello d’assistenza sanitaria, come malattia cronica ed invalidante. Ed è in questo senso che si sta battendo l’associazione dei malati. Nel corso della Giornata della BPCO, Rosanna Franchi ha organizzato una raccolta di firme, inoltrate al Ministro della Salute, per il riconoscimento all’esenzione dei costi delle prestazioni sanitarie. Altro problema sono le liste d’attesa per esami diagnostici o interventi chirurgici. Esistono evidenti disomogeneità a livello regionale per quanto riguarda la continuità assistenziale, come interventi di riabilitazione e assistenza domiciliare. “Il paziente può sviluppare timori, ansia, frustrazione, senso di isolamento e depressione – aggiunge Fausta Franchi, Vicepresidente della Onlus – per questo li stimoliamo ad uscire di casa, a muoversi e non restare soli. Ciò diventa difficile per chi deve ricorrere a una ossigenoterapia continuativa, in quanto non esiste la possibilità di ricaricare le bombole portatili, che hanno un’autonomia di poche ore. Allo stesso tempo è assai complicato muoversi con mezzi di trasporto come treni o aerei”. In tema di cure farmacologiche, una parola importante arriva da uno studio pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine riguardo il tiotropio bromuro, capostipite dei broncodilatatori anticolinergici a lunga durata di azione, condotto su oltre 17000 pazienti, anche cardiopatici, che ne ha confermato il positivo profilo d’ efficacia e sicurezza.
Gian Ugo Berti
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