«Caro sindaco, i tre plessi non sono sicuri»
In una lettera inviata a Peria gli alunni elencano tutte le carenze strutturali e didattiche
PORTOFERRAIO. «Egregio dottor Roberto Peria». Gli studenti del Foresi iniziano così, rivolgendosi al primo cittadino di Portoferraio, la lettera di protesta, inviata anche alla Provincia di Livorno. Una lettera in cui i ragazzi cercando di riassumere i motivi della loro protesta. «In qualità di studenti, ci sentiamo in dovere di fare presente le problematiche che affrontiamo ogni giorno all’ interno delle strutture scolastiche Brignetti, Salita Napoleone e Grigolo – scrivono i ragazzi – vogliamo evidenziarle, in primo luogo, la fatiscenza dei tre plessi e la loro conseguente inadeguatezza». L’elenco delle carenze è tanto, troppo, lungo. «Riguardo alla sicurezza segnaliamo l’inevitabile sovraffollamento delle aule dovuto alla carenza di spazi idonei, la precarietà degli infissi, che comporta l’allagamento delle classi ogni volta che piove – scrivono gli alunni – è preoccupante la presenza di barriere architettoniche che impediscono ai portatori di handicap di fruire e di accedere allo stabile di Salita Napoleone. Manca un piano di evacuazione adatto alla struttura di Salita Napoleone».
Secondo i ragazzi la divisone dell’istituto in tre plessi provoca disagi, con i conseguenti spostamenti finalizzati allo svolgimento delle attività scolastiche. «Non c’è un luogo di aggregazione deputato alla discussione costruttiva e ai progetti annualmente presentati, così come non ci sono luoghi idonei per le attività fisiche e sono carenti i laboratori, non convenzionalmente attrezzati, inutilizzabili in caso di condizioni metereologiche avverse, o del tutto assenti. In particolare è da sottolineare la precaria situazione dell’ istituto professionale alberghiero in cui, senza il contributo degli studenti, non è possibile sopperire alla carenza di materiale, indispensabile per le attività di laboratorio».
Problemi che, ormai da anni, i ragazzi si trovano a dover affrontare. «Viste le precedenti promesse – concludono nella lettera – fatte da organi provinciali e comunali, che sono risultate completamente disattese; presi in considerazione i diritti sanciti dallo Statuto dello studente, chiediamo una risposta esaustiva e una immediata mobilitazione dei diversi enti che hanno le giuste competenze per risolvere questi problemi».
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