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Beni in locazione, il Comune incassa quasi un milione

Beni in locazione, il Comune incassa quasi un milione

PORTOFERRAIO. Fondi, magazzini, concessioni per le antenne di telefonia mobile. Un patrimonio vasto da cui, ogni anno, il Comune di Portoferraio ottiene un incasso che sfiora il milione di euro,...

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PORTOFERRAIO. Fondi, magazzini, concessioni per le antenne di telefonia mobile. Un patrimonio vasto da cui, ogni anno, il Comune di Portoferraio ottiene un incasso che sfiora il milione di euro, stando ai contratti firmati per quest’anno. Per la precisione 955mila e 504,23 euro.

Una somma di tutto rispetto la quale, se è vero che potrebbe essere superiore nel caso in cui il Comune riuscisse a vendere il patrimonio edile e terreni (pensiamo al Palazzo Coppedé o agli immobili del secondo piano dell’ex ospedale civile elbano), è altrettanto vero che genera denaro fresco nelle casse comunali.

Analizzando la scheda pubblicata nell’albo pretorio del Comune, si notano che i cosiddetti clienti o affittuari sono singoli cittadini titolari di attività commerciali, ma anche enti pubblici o statali, gestori di telefonia. E sono proprio questi ultimi operatori che versano alla Biscotteria la quota maggiore: qualcosa come 327.427 euro per le antenne posizionate su territorio comunale a Falcone, Acquaviva, solo per citare gli impianti più “visibili”.

Wind e H3g sono quelle che versano di più (102.504 euro), alla luce del fatto che sfruttano cinque postazioni sul territorio comunale contro le tre di Vodafone e Tim, il cui contratto d’affitto non supera i 62 mila euro.

Un altro locatario da prendere in considerazione è l’Asa di Livorno che trasferisce nelle casse del Comune 231.505 euro (canone concessione rete). Ma anche il Ministero degli Interni non è da meno con le caserme dei Carabinieri (148.640 euro) e della Polizia Stradale (17.043 euro).

La sede dell’Inail situata in viale Elba frutta al Comune la bellezza di 14.390 euro, mentre la compagnia di navigazione Toremar e l’ente Autorità portuale di Piombino hanno pagato per i locali dell’ex Cromofilm in calata Italia rispettivamente 7320 euro e 10.243 euro.

Seguono poi i singoli cittadini o commercianti che hanno attività in locali del Comune, oppure usufruiscono di terreni comunali come l’Esso (28.471 euro) o la Moby per i locali (7.504 euro). Sono tutti soggetti che, sommati tra loro, fanno raggiungere la cifra di 202.593 euro.

Luigi Cignoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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