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Torna il 30 novembre la colletta alimentare

Torna il 30 novembre la colletta alimentare

PIOMBINO. Ormai giunta alla 17ª edizione, la Giornata nazionale della colletta alimentare è diventata un importante momento che coinvolge e sensibilizza al problema della povertà attraverso l'invito...

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PIOMBINO. Ormai giunta alla 17ª edizione, la Giornata nazionale della colletta alimentare è diventata un importante momento che coinvolge e sensibilizza al problema della povertà attraverso l'invito a un gesto concreto di gratuità e di condivisione: fare la spesa per chi ha bisogno.

Durante questa giornata ciascuno può donare parte della propria spesa per rispondere al bisogno di quanti vivono nella povertà. La manifestazione, promossa dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, in collaborazione con la S. Vincenzo De Paoli, l’Associazione Nazionale Alpini e con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, ha permesso, l’anno scorso, di raccogliere, in Toscana, oltre 700 tonnellate di prodotti alimentari che sono stati subito ridistribuiti, attraverso i circa 600 enti caritativi convenzionati, a un sempre crescente numero di persone che si trovano in evidenti condizioni di bisogno. La San Vincenzo De Paoli partecipa come sempre alla raccolta di sabato 30 novembre, impegnando i propri soci e coordinando il lavoro di tutti i volontari degli enti e associazioni che si sono già resi disponibili, tra cui i gruppi Caritas, i gruppi Scout, l’associazione pro Saharawi, i soci Coop e altri cittadini volenterosi. I punti di raccolta saranno allestiti presso i supermercati Coop, Conad, Penny, Dico, Eurospin e Simply, sia a Piombino che a Riotorto, San Vincenzo, Venturina, Campiglia e Suvereto.

Attraverso questa importante iniziativa potranno essere rifornite anche le dispense della San Vincenzo De Paoli di Piombino, che distribuisce mediamente 15.000 pasti all’anno e circa 4.000 pacchi viveri. «Parlando della persona e del valore primario della vita umana – ricordano alla San Vincenzo – Papa Francesco ha incitato alla solidarietà e alla condivisione con i bisognosi, affermando tra l’altro: “Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore. Quando il cibo viene condiviso in modo equo, con solidarietà, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può andare incontro ai bisogni dei più poveri”».

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