Attenzione
Negozi, le chiusure sono un’epidemia
In due anni stop per una cinquantina di esercizi a Piombino Confesercenti: «Colpa della crisi ma c’è anche troppa improvvisazione»
PIOMBINO. Negozi che chiudono uno dopo l’altro. Altri che aprono, che durano il tempo di una stagione per poi calare mestamente la saracinesca decretando il fallimento dell’avventura. Nei primi dieci mesi del 2013 a Piombino solo le chiusure effettive dei negozi sono già una decina, mentre le nuove aperture sono state 16.
Ma basta guardarsi attorno per comprendere come il fenomeno delle chiusure, effettive e annunciate, riguardi una realtà complessiva molto più ampia. A metterla in evidenza è stata la Fiom, che attraverso Marco Morrone ha realizzato una sorta di indagine fotografica sulla situazione concreta di una città che ha visto - nell’arco degli ultimi due anni, da quando la crisi, già in atto, è esplosa - una vera e propria emorragia di attività. Il risultato è un totale di una cinquantina circa di locali che si sono ritrovati con l’ingresso sovrastato dal cartello “vendesi” o “affittasi”.
«La verità - spiega il presidente di Confesercenti Antonio Baronti - è che le insicurezze date dal lavoro dipendente hanno spinto molte persone, soprattutto donne e giovani, a mettersi in proprio, tentando l’avventura di un esercizio commerciale. Ma la vita media di un’impresa si è ridotta dai 14 anni di un tempo ai 2 anni di adesso. E così questi negozi, in gran parte, si trovano presto a chiudere».
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