Italia
Il Demanio regala i suoi beni ai Comuni
Rio Marina, Capoliveri e Porto Azzurro vogliono le ex miniere, Portoferraio chiede il mercato coperto e l’ex ufficio postale
PORTOFERRAIO. Terreni, fabbricati dismessi, sconfinate aree ex minerarie abbandonate al degrado. È un patrimonio smisurato quello che il Demanio possiede sul territorio elbano, il 60% dell’intero patrimonio in provincia di Livorno. Basta questo per capire quanto, dal punto di vista strategico, sia importante la partita che i Comuni dell’isola hanno la possibilità di giocarsi, in seguito all’approvazione in Parlamento dell’articolo 56 bis del Decreto del Fare. Gli enti locali hanno infatti tempo fino al 30 novembre per presentare al Demanio la lista degli immobili per i quali intendono chiedere il trasferimento, in base alla linea tracciata del federalismo demaniale. Gli stessi Comuni, una volta ottenuto il bene, potranno scegliere se valorizzarlo o alienarlo. Il passaggio, per un Comune come quello di Rio Marina, ha un’importanza strategica fondamentale, basti pensare che nel piccolo comune ben 460 ettari di terreno sono di proprietà demaniale. Ma sono diversi i Comuni dell’isola che, in queste ore, hanno messo in moto gli uffici per perfezionare le schedature degli immobili da chiedere indietro all’Agenzia del Demanio.
Il caso di Rio Marina. «Chiediamo tutto, fatta eccezione per la perimetrazione dell’area di riserva strategica di Valle Giove, per la quale non sarebbe possibile alcun progetto di riqualificazione». Renzo Galli, sindaco di Rio Marina, intende investire molto sugli immobili di proprietà demaniale che, una volta ottenuti, potrebbero essere venduti (al Comune resterebbe il 75% degli introiti, il 25% al Demanio). Tra questi, seppur con dei distinguo da fare, figurano i fabbricati dell’ex compendio minerario di Vigneria, ovvero quel “Villaggio Paese” con oltre 47mila metri cubi di volumi che il Demanio a più riprese ha provato a vendere, senza successo. Al momento il Demanio sta trattando il passaggio del bene ad una società legata alla Cassa Depositi e Prestiti. «Stiamo alla finestra qualora il passaggio non si concretizzasse – spiega Galli – intanto avanziamo la nostra richiesta al Demanio. È chiaro che una gestione diretta da parte del Comune, con il passaggio a titolo gratuito, sarebbe preferibile. In ogni caso chiunque acquisisca il bene dovrà rapportarsi con noi». Nella lista ci saranno anche i “voltoni” del porto, per i quali si pensa a una riqualificazione dal punto di vista commerciale, e alcuni fabbricati a Cala Seregola, oltre ad altri immobili e terreni. «Diversi immobili sono compresi nell’area del Parco, per questo dovremo aprire un tavolo con l’ente – spiega Galli – inoltre stiamo valutando se affidarci a una società privata per la consulenza nei progetti e nei percorsi di vendita intrapresi».
Le ex miniere. Rio Marina non è l’unico ente al lavoro in vista del 30 novembre. Anche il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti è intenzionato a manifestare interesse per il passaggio al Comune dei fabbricati dismessi, situati all’interno del compendio ex minerario. L’idea, qualora il Demanio accettasse la lista definita dal Comune, non comprenderebbe la possibilità di una vendita, bensì una riqualificazione per rafforzare la fruibilità pubblica delle aree, attualmente gestite dalla partecipata Capout Liberum. Diventare titolari degli immobili permetterebbe al Comune di avere mani più libere per poter investire sulla valorizzazione del bene. Stesso discorso per il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni. Saranno chiesti al Demanio i fabbricati dismessi, compresi nell’area ex mineraria (Terra Nera, Capo Bianco, Ortano).
Altri immobili. Se Comuni come Rio Elba e Marciana Marina non hanno immobili e terreni che intendono chiedere al Demanio, a Marciana l’amministrazione comunale avanzerà la richiesta per il trasferimento della Casa del Fascio a Poggio, attualmente in uso dell’associazione Amici di Poggio. Anche Campo lavora alla schedatura dei beni (ieri non siamo riusciti a parlare con l’amministrazione comunale per avere dei dettagli ndr). Ma è a Portoferraio che la partita del federalismo demaniale assume un’importanza strategica notevole. Il sindaco Peria avanzerà una manifestazione di interesse per alcuni immobili inseriti nel cuore del contesto urbano. Immobili per i quali non è ipotizzabile una vendita, ma esclusivamente progetti di riqualificazione e per utilizzo pubblico. Dovrebbero rientrare nell’elenco il mercato coperto delle Galeazze, gli immobili ai piedi del Centro De Laugier, le strutture dei Forni di San Francesco, il palazzo ex Poste in piazza della Repubblica e gli immobili della Teseo Tesei che non sono di proprietà della Provincia. Un patrimonio importante che il Comune conta di poter gestire direttamente, in modo da scongiurarne il degrado.
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