Sicurezza
Tuffo nel medioevo alla pieve di S. Giusto
Convegno storico per ricordare i sette secoli trascorsi dalla sosta a Suvereto delle spoglie dell’imperatore Arrigo VII
SUVERETO. Da ieri pomeriggio a Suvereto si parla di storia ricordando i sette secoli dalla sosta delle spoglie di Arrigo VII, imperatore del sacro romano impero, nella pieve di S.Giusto dove “fue cotto” e poi traslato nel duomo di Pisa.
E’ il convegno sul personaggio, la società e il paesaggio del tempo che si terrà fino a domattina alla tenuta Rubbia al Colle, e che ieri ha visto il saluto di Giulia Galeotti, presidente degli organizzatori del centro studi città e territorio, il sindaco Giampaolo Pioli, Pietro Pettini dell’ordine degli architetti di Grosseto, il presidente della Parchi Luca Sbrilli e delle colline metallifere Sandra Casini. Poi subito la parabola finale di Arrigo con Marco Paperini (università di Firenze) e l’antropologa Valeria Amoretti (università dell’Aquila) e gli aspetti politico-filosofici del periodo con Ignazio Del Punta e Alessandro Angelici (università S.Marino) e Riccardo Belcari di quella di Pisa.
Stasera seconda giornata e alle 18,30 un tuffo nel medioevo con musiche dell’ensemble Dolce Melos nella pieve di S.Giusto (dove sostarono le spoglie di Arrigo) e i combattimenti dei cavalieri di Ildebrandino al Chiostro che anticamente si chiamava Campo Imperatore ed è adiacente a via delle Insegne (imperiali), un raro esempio di toponomastica sopravvissuta per 700 anni.
Alle 20,15 poi la cena con le specialità della Sagra al Ghibellino con i convegnisti, le autorità, la stampa e chi vorrà prenotarsi (tel. 0565 829005 e 328 9008053), in occasione dell’anteprima e presentazione della manifestazione vera e propria che inizierà sabato 30 novembre per chiudersi domenica 8 dicembre.
A Suvereto la Sagra scandisce gli appuntamenti canonici dell’anno e ormai ne sono passati ben 46 da quella prima edizione del 1968, una sola domenica fra Natale e Capodanno conclusasi con una nevicata. Fu la prima iniziativa di quel comitato festeggiamenti che aggiunse alla ragione sociale anche la parola “valorizzazione”, un’edizione con le riprese della Rai per la rubrica “Cronache italiane” che andarono in onda prima dell’unico tg di allora. In provincia e oltre non c’era ancora la tradizione delle sagre e quella di Suvereto si impose e fu un momento di valorizzazione notevole per l’intero territorio.
Michelangelo Pasquinelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google