Il Tirreno

Bilancio, mazzata per le associazioni

di Luca Centini
Bilancio, mazzata per le associazioni

Dallo Stato oltre un milione in meno, il Comune prepara la manovra correttiva. A rischio anche le iniziative natalizie

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PIOMBINO. Un capodanno senza fuochi d’artificio. Basta questa immagine per spiegare i sacrifici che il Comune di Piombino si è trovato costretto a compiere per far quadrare i conti. Il motivo? Il venir meno dal bilancio 2013, già confezionato e approvato nel luglio scorso, di oltre un milione di euro, in seguito al taglio dei trasferimenti statali.

L’assessore al bilancio Massimo Giuliani, infatti, è venuto a sapere solo a inizio novembre, non certo con piacere, di dover correre ai ripari rimettendo mano al bilancio in pochi giorni, per trovare le risorse con tagli molto pesanti alla spesa (in primis contributi alle associazioni e manifestazioni pubbliche). La variazione al bilancio sarà portata all’approvazione del consiglio il prossimo 29 novembre ed è già stata discussa mercoledì scorso in Commissione bilancio. «Una variazione – spiega l’assessore al bilancio – che secondo i nostri calcoli ci permetterà di chiudere il 2013 in pareggio e senza sforamento del patto di stabilità».

La mazzata. «Trovami un milione di euro in meno di un mese». Sembra una scena da film in cui il boss di turno mette alla strette uno scommettitore che è finito nei guai. E invece, fa strano solo pensarlo, la richiesta arriva dallo Stato ed è rivolta al Comune di Piombino. Il saldo negativo, in seguito all’azzeramento del fondo sperimentale di riequilibrio e della compartecipazione Iva su cui potevano contare i Comuni fino al 2012 e all’attivazione del fondo di solidarietà tra i Comuni, è di circa 1,1 milioni. In parole povere, senza entrare in tecnicismi della finanza locale, il Comune riceverà dallo Stato solo 4,6 milioni di euro, mentre nel 2012 aveva ottenuto circa 5,7 milioni. «Il fondo di solidarietà tra i Comuni? Una fregatura – taglia corto Giuliani – perché sono proprio i Comuni, come nel nostro caso, ad alimentarlo». Tutto qua? Neanche per idea: la somma che a un mese dall’assestamento di bilancio è rimasta beffardamente nelle casse dello Stato sale fino a circa 1,5 milioni di euro, in quanto con la modifica delle direttive sull’Imu lo Stato ha trattenuto circa 350mila euro degli introiti che l’amministrazione piombinese contava di incassare. L’unica boccata di ossigeno, si fa per dire, si è avuta in seguito al riconoscimento da parte del Ministero delle Finanze di errori contabili relativi all’Imu dell’anno precedente. «Ci sono stati riconosciuti 437mila euro che ci spettavano nel 2012 ma non ci sono stati versati – spiega l’assessore – se da una parte è positivo che questi soldi ci siano restituti, c’è un rovescio della medaglia. Figurando come entrate per l’anno 2013 finiscono per incidere negativamente sul patto di stabilità. Si poteva trovare sicuramente una soluzione migliore». A conti fatti, tra quello che il Comune ha perso in termini di trasferimenti e quello che ha ricevuto in cambio, il saldo negativo è di circa un milione di euro.

Soluzione pesante. Un milione in pochi giorni. Con la variazione al bilancio il Comune conta di colmare il vuoto, senza sforare i vincoli imposti dal patto di stabilità e tenendo il bilancio in equilibrio. Come? Con alcuni adeguamenti di natura “tecnico-contabile”, e, soprattutto, con altri sacrifici. «Circa 200mila potranno essere reperiti in virtù di alcuni cambiamenti alla contabilizzazione, adeguandosi già ora al principio della “competenza finanziaria rafforzata”, di particolari voci di bilancio, tra queste quelle relative alle multe e ai crediti di dubbia esigibilità – spiega Giuliani – il resto contiamo di ottenerlo tagliando la spesa dei nostri assessorati». Un taglio mica da ridere, visto che da qui a fine anno, il Comune dovrà mettere insieme una quota di circa 800mila euro. «Sarebbe stato più semplice applicare un taglio netto – commenta Giuliani – invece si è scelto di calibrare le rinunce in modo uniforme. Abbiamo agito in particolare sulle manifestazioni pubbliche che, seppur non cancellate, avranno costi nettamente inferiori. Altri sacrifici, nostro malgrado, li abbiamo dovuti fare sul piano dei contributi erogati alle associazioni. Sul sociale non tagliamo, mentre abbiamo posticipato al 2014 opere di manutenzione che non consideravamo urgenti. Così dovremmo farcela».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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