Attenzione
Un altro sparviero ucciso a fucilate dai bracconieri
Gli ibis ce l’hanno fatta a raggiungere Orbetello, invece per i rapaci non c’è tregua Stefano Gualerci (Wwf) fa appello alle forze di polizia, ma anche ai cacciatori
PIOMBINO. Continua la lista dei rapaci colpiti dai bracconieri.
Mentre, per fortuna, tutti gli ibis eremita del progetto austriaco Waldrappteam ce l’hanno fatta a raggiungere la laguna di Orbetello per lo svernamento (ottobre 2012 quando ne vennero uccisi due a San Vincenzo, portando alla ribalta, e in senso negativo, il nostro territorio). Ma per i rapaci non c’è tregua.
«Il primo in questione – dice Stefano Gualerci presidente Comitato Wwf Val di Cornia – è uno sparviero, trovato in località Asca (Piombino) e recuperato grazie alla segnalazione di alcuni cittadini. L'animale è stato soccorso dai volontari e trasportato al C.r.u.m.a. di Livorno. Durante l'intervento dei veterinari è emersa, tramite lastra, la presenza di pallini di piombo». A causa delle ferita lo sparviero è deceduto il giorno successivo.
«A distanza di due giorni, un’altra segnalazione ci ha fatto recuperare un falco pellegrino – aggiunge Gualerci – ferito in zona di Venturina, anch'esso trasportato a Livorno dove gli è stata riscontrata una frattura all'ala e ben 5 pallini in corpo. L'animale è ancora in cura. A poco più di un mese fa risale, qui, l'ultima uccisione illegale di un rapace. Atti di inciviltà che nelle ultime due stagioni hanno visto un’ingiustificata recrudescenza – sottolinea – Quest’ultimo triste attacco alla natura ci porta a stigmatizzare quelle idee arcaiche, difficili da cambiare, che fanno si che per qualche sedicente cacciatore un rapace sia ancora considerato “specie nociva”. Vorremmo sapere – insiste Gualerci – se la loro “paura” è quella di non avere abbastanza prede da mettere nel piatto la domenica , oppure la difesa dei poveri richiami vivi (detti anche “zimbelli”) che rischierebbero di finire nel becco di un “voracissimo e nocivo” rapace? Questo ci porta a riflettere sulla superficialità con cui viene trattato il nostro patrimonio ambientale e naturalistico dalle stesse associazioni che dovrebbero averne a cuore la tutela e da certe istituzioni pubbliche. Ultimo colpo di genio – ricorda – la proposta, nel consiglio regionale, di aprire la caccia al lupo, altro nocivo temuto e odiato, sopratutto da chi non ha cultura scientifica ma tanta voglia di sparare. Siamo stufi di fare la conta delle inutili uccisioni, chiediamo a tutte le forze di polizia preposte al controllo un più massiccio ed adeguato servizio di vigilanza e soprattutto una voce di indignazione dalle associazioni venatorie, dove troppo spesso regna il silenzio per questi tristi fatti. Vorremmo che questi fatti fossero veramente rari e confidiamo nella buona volontà di cittadini che possono fare molto per orientare l'opinione pubblica verso un maggior rispetto della nostra fauna». (c.c.)
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