Il Tirreno

Tensione al liceo, arrivano i carabinieri

di Antonella Danesi
Tensione al liceo, arrivano i carabinieri

Gli studenti bloccati all’ingresso delle lezioni, chiedono strutture scolastiche sicure e un dirigente di ruolo

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PORTOFERRAIO. Hanno tentato l’autogestione della scuola ma alla fine sono arrivati anche i carabinieri. Mattinata movimentata al liceo Foresi. Gli studenti dell’istituto del Grigolo e di salita Napoleone hanno tentato di fare autogestione per protestare contro le numerose lacune, per lo più strutturali dell’istituto ma, mentre non ci sono stati problemi per Salita Napoleone, i ragazzi che si sono presentati alla porta del Grigolo sono stati lasciati fuori dal personale scolastico che ha permesso di entrare solo quelli che intendevano fare lezione regolare. Un atteggiamento a cui i ragazzi hanno risposto chiedendo l’intervento dei carabinieri che hanno ascoltato le ragioni delle parti. «Il nostro intento – hanno detto i ragazzi – è di essere ascoltati e di ottenere una volta per tutte ciò che ci spetta di diritto». Sono molti i motivi che hanno portati alla protesta. Prima tra tutte la dislocazione dei licei su due plessi. Poi la mancanza di un dirigente in loco. e la presenza, a pochi metri dalle finestre delle aule “di una vasta superficie di eternit”. Le rappresentanze dei ragazzi e dei professori dopo essersi confrontati con il dirigente scolastico hanno deciso di entrare in classe poco dopo le dieci, ed hanno deciso di organizzare una manifestazione per lunedì, giorno in cui i vertici della provincia dovrebbero arrivare sull’Elba proprio per discutere con la scuola, e l’amministrazione comunale di Portoferraio, dell’emergenza edilizia scolastica. Momenti di tensione comunque non sono mancati con la dirigenza che pur riconoscendo i problemi denunciati dai ragazzi non ha condiviso le modalità della protesta. «Devo garantire la sicurezza di chi è nelle aule – ha detto la dirigente Gabriella Raimo – proprio per gli stessi motivi per cui loro protestano io non ho potuto far entrare chi voleva fare autogestione. Gli spazi nella scuola sono limitati. E’ giusto che l’isis Foresi abbia una sede e condivido le esigenze dei ragazzi ma lo dobbiamo fare nell’ottica di una dialettica costruttiva. Stileremo una lettera da mandare al sindaco a cui chiedendo di aiutarci e organizzeremo la manifestazione». Di certo il protocollo in cui la provincia doveva risolvere il problema entro questo anno scolastico rischia di venire disatteso. «I ragazzi hanno diritto ad avere risposte – ha detto Cosetta Pellegrini - siamo fuori tempo massimo. La soluzione del polo al Tesei che abbiamo percorso in questi anni non ha dato i risultati sperati. Ho in mente quattro soluzioni di cui fattibili in tempi brevi, riutilizzando l’esistente. Le esporrò ai ragazzi e alla provincia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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