Attenzione
Poste, file sempre più lunghe e mancano pure le sedie
Disagi anche per il ritiro raccomandate dopo la liberalizzazione dei servizi postali
PIOMBINO. Pure dalla liberalizzazione dei servizi postali (gennaio 2011) più problemi per i cittadini.
Le altre agenzie di spedizioni (oltre a Poste), quando portano le raccomandate e non trovano in casa i destinatari, lasciano l'avviso con scritto che si devono ritirare “in sede”: tipo Venturina o Follonica. Ecco che il mercato libero nell’ottica del minor costo per chi spedisce, produce sempre più disagi per l’utenza.
C’è poi, continuamente al centro di segnalazioni, la sede centrale di Poste italiane.
Qui, conclusi i lavori di realizzazione in ottobre, il nuovo ufficio-consegna di quanto non arriva a destinazione (inusitate) è ancora chiuso; mentre, nella sala Poste di via Volta, con spazi ormai ridotti, c’è uno sportello in meno e manca una serie di sedie (che prima c’era) per le ben più lunghe attese. Le file sono da sempre fonte di grande fastidio, figuriamoci adesso.
A proposito delle raccomandate portate dai traco, non c’è nulla da fare; spiega l’ufficio comunicazioni Poste di Firenze «dal gennaio 2011 è stato completato il processo di liberalizzazione del mercato postale. I competitor di Poste italiane – si conferma – hanno quindi avuto la possibilità di entrare nel mercato delle spedizioni al di sotto dei 50 grammi di peso e 1,50 euro di prezzo, prima riservati al fornitore del servizio universale». Non si può più contare sulla capillarità degli uffici, ma forse questo resta valido punto di forza e di differenziazione proprio per la promozione dei servizi .
Poi, la situazione della sede centrale di Poste in via Volta dove ogni giorno crescono le code di persone in fila. A spiegare cosa sta succedendo Rosaria Stefani (Cisl Slp): «Il problema di Piombino è poi generale – dice – Da circa quattro anni il servizio delle inesitate viene lavorato nei centri principali di recapito, per noi Livorno. Poste italiane – prosegue – ha un unico ombrello sotto il quale esistono due divisioni: servizi postali (Sp) e mercato privati (Mp). Servizi postali è il recapito – chiarisce – cioè i portalettere; mercato privati la sportelleria, ad esempio per il pagamento bollettini» .
«Dopo uno studio sul movimento postale – aggiunge Rosaria Stefani – venne deciso che, in pratica, il portalettere avrebbe dovuto seguire tutta la filiera della raccomandata fino alla definitiva consegna, qualora fosse diventata inesitata per la mancata consegna. Nell’ufficio razzionalizzato per le inesitate – dice ancora Stefani – comunque dovrebbero andare non tanto i portalettere, ma gli agenti della produzione: come succede già, da anni, a Livorno, Pisa e pure Follonica».
Un movimento da cui però Piombino restò fuori. «Il progetto – conferma Stefani – venne messo in stand by. Siamo ripartiti adesso, coi lavori su Piombino e Portoferraio. Però è venuto a mancare il personale, perché non c’è stato turnover, coi pensionamenti non ci sono state nuove assunzioni. A Piombino per garantire aperture e turni ci vorrebbero sette persone, invece ce n’è una e mezzo. Dunque disagi per gli utenti, ma anche per portalettere e sportellisti. Tra l’altro – sottolinea – a Piombino c’è pure il problema del totem, il gestore code che non funziona: com’è strutturato adesso intercala i servizi in modo che la fila non scorre come dovrebbe, cioè c’è chi aspetta da mezz’ora e vede servire qualcuno appena entrato. Ma azienda e sindacati –conclude Stefani – stanno lavorando perché, vista la forte concorrenza sul mercato, è interesse di tutti che i nuovi servizi decollino e che quelli esistenti funzionino meglio». Da Poste italiane Firenze, ieri sera, la conferma che l’obiettivo «è aprire l’ufficio inusitate entro fine 2013».
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