Finanza
Lucchini: sei mesi per trovare un acquirente
Il commissario Nardi presenta il piano per la cessione: ok a forno elettrico e Corex, ma serve rapidità per restare nel mercato delle rotaie
PIOMBINO. Il commissario straordinario della Lucchini Piero Nardi ha presentato al ministero dello Sviluppo economico il programma di cessione dei complessi industriali del Gruppo. E' la base per la messa a punto del bando di gara che prevederà la vendita separata degli stabilimenti di Piombino e di Lecco.
Le valutazioni fatte in questi mesi dal commissario lo hanno infatti portato a scartare un’ipotesi di ristrutturazione del Gruppo così com’è, prevedendo soluzioni diverse per gli stabilimenti di Servola, Condove e per la altre controllate. Impietosa l’analisi sullo stabilimento di Piombino che, secondo Nardi, deve fare i conti con un 5% di costi in più per la mancanza di alti fondali che possano accogliere grosse navi, con l’insufficiente capacità della cokeria che comporta un maggior costo di circa 26 euro a tonnellata (la produzione é di 350mila tonnellate contro un fabbisogno di 970mila se l'Afo funzionasse a regime), e con la mancanza di un agglomerato o di un impianto “sinter plan”, che obbliga l’azienda ad acquistare pellets anziché minerale grezzo, con un ulteriore aggravamento dei costi di circa 29 euro a tonnellata.
Tutto questo induce il commissario a valutazioni pessimistiche sulla possibilità di trovare un acquirente, a questo punto necessariamente di grandi dimensioni, in grado di investire dai 300 ai 500 milioni per rifare l’altoforno, rispettare le prescrizioni dell’Aia, ampliare la cokeria e sviluppare la banchina portuale.
Per mantenere l’area a caldo entra di scena quindi il Corex, in grado di produrre ghisa senza cokeria e di recuperare energia, facendo risparmiare circa il 20%, secondo i dati forniti dal commissario. Notevole, inoltre, l’abbattimento degli inquinanti che darebbero la possibilità di ottenere importanti finanziamenti europei.
Per il Corex occorrerebbero tuttavia tempi lunghi, circa 48 mesi secondo Nardi. E con il bando ci si proporrà dunque di cercare un acquirente che realizzi un forno elettrico da 800-900mila tonnellate. L’ipotesi che il commissario vede più concreta è quella di costruirlo nell’attuale capannone acciaieria, con un costo d’investimento di circa 78 milioni. L’ipotesi di un’acciaieria elettrica “green field” (in un’area ora non impegnata da impianti) costerebbe, sostiene Nardi, 350 milioni.
Nella fase transitoria per la costruzione del forno elettrico l’occupazione scenderebbe a 800 unità che a regime risalirebbero a circa 1.400. Ne resterebbero 1.035 (compresa Lucchini servizi) nell’ipotesi di mantenere in vita solo i laminatoi. Circa mille gli esuberi da gestire, insomma, nel caso della sostituzione dell’Afo con un solo forno elettrico.
Un punto decisivo è stato acquisito nell’ultimo incontro al ministero: l'altoforno non sarà fermato fino a che il bando di gara per la cessione non avrà esito e non si troverà per la Lucchini un acquirente in grado di realizzare un progetto industriale. L’opzione privilegiata resta un forno elettrico completato da un Corex, sia pur di contenute dimensioni.
A decidere sulla vita dell’Afo, secondo Fim, Fiom e Uilm , sarà dunque il nuovo compratore. Anche se c’è la consapevolezza, sia dell’azienda che dei sindacati che la vicenda deve essere chiusa il prima possibile, almeno prima dell’estate. L’incertezza non aiuta infatti la Lucchini a restare su un mercato agguerrito, con competitori che già stanno sfruttando l’incertezza per sottrarre quote di mercato. Va considerato anche che l’azienda, in amministrazione straordinaria, di fatto non può partecipare a bandi di gara internazionali per la fornitura di rotaie per l’impossibilità di pagare le fidejussioni.
Fare presto é dunque l’imperativo che unisce. Il sindacato punta ad avere di fronte una unica società che realizzi sia il forno elettrico che il Corex, tecnologie che possono garantire qualità e salvaguardare il massimo dell’occupazione. In questo senso apprezzano l’interesse manifestato da Sol e dalla Bertocci, a cui ovviamente dovrebbero accompagnarsi altri imprenditori. Il problema dell’occupazione, fino a marzo del 2014, può essere tamponato con i contratti di solidarietà, da rinnovare in considerazione del riconoscimento di area di crisi complessa. Il commissario ha comunque a disposizione tre anni di Cig che potrebbero eventualmente servire a superare la transizione. Chiaro a tutti, comunque, che l’acquirente deve essere trovato entro sei mesi per evitare una devastante fuoriuscita dal mercato della Lucchini.
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