La manifestazione
«Non ricostruite l’ecomostro di Procchio»
Appello di Legambiente dopo la sentenza in Cassazione su Elbopoli: ora stop alle speculazioni edilizie
PROCCHIO. «Dopo la sentenza della Cassazione l’ecomostro di Procchio non deve essere ricostruito». È una posizione netta quella dell’associazione Legambiente Arcipelago toscano che giunge dopo la chiusura dell’annosa vicenda giudiziaria di Elbopoli, terminata con le condanne in Cassazione per l’ex prefetto Vincenzo Gallitto (3 anni e 4 mesi), per l’ex capo dei Gip Germano Lamberti (4 anni e 9 mesi), e per gli imprenditori Franco Giusti e Fiorello Filippi (3 anni e 6 mesi), tutti per corruzione in atti giudiziari. La vicenda riguarda speculazioni edilizie all’Elba, l’ecomostro di Procchio nel Comune di Marciana e la Costa dei Barbari, una discoteca trasformata in mini-appartamenti a Cavo, nel Comune di Rio Marina.
«Stiamo parlando di una vicenda nata da un dossier di Legambiente sulla vendita del piccolo isolotto di Cerboli – spiegano dall’associazione – nel canale di Piombino, dove un vorticoso giro di società italiane ed offshore voleva costruire un porticciolo, una pista di atterraggio per elicotteri ed un resort di lusso».
La sentenza della Corte di Cassazione, secondo Legambiente, richiama il Comune di Marciana a «rivedere insieme alla Regione l’intera operazione urbanistica dell’ecomostro di Procchio, viziata fin dall’inizio da gravi problemi di autorizzazione e di conformità con gli strumenti urbanistici all’interno di un’area a gravissimo rischio idrogeologico. Di fronte a tutto questo, la messa in sicurezza di Procchio realizzata con soldi pubblici non può e non deve essere l’occasione per consentire una nuova realizzazione di una speculazione edilizia. Ma anche la nuova amministrazione di Rio Marina, alla luce di questa sentenza e di queste condanne, farebbe bene a rivedere le politiche urbanistiche delle precedenti amministrazioni di centrodestra, invece di attuarle supinamente come sta succedendo al Cavo, visto che le operazioni di pura rendita tipo “Costa dei Barbari” non mancano nel territorio riese».
Alla luce di questa sentenza definitiva, Legambiente chiede al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson, al sindaco di Marciana Anna Bulgaresi, di procedere ad una messa in sicurezza della piana di Procchio che ricostruisca l’originale reticolo idraulico dell’area dell’ecomostro e del percorso dei quattro fossi che la intersecano per poi sfociare in mare a circa cento metri ormai deviati, intombati e occlusi. «Siamo convinti – conclude Legambiente – che basterebbe questa operazione di rinaturalizzazione e messa in sicurezza virtuosa ad impedire che gli imprenditori pregiudicati realizzino anche solo in parte quell’ecomostro che hanno tentato di costruire commettendo reati ed abusi».
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