Il dolore
L’isola divisa tra falchi e colombe
Sindaci di centrodestra a un bivio: Ciumei e Bulgaresi vanno con Alfano, Barbetti sta con Silvio
PORTOFERRAIO. La scissione del centrodestra divide anche i politici elbani. E se c’è chi, Barbetti in testa, non molla Silvio Berlusconi e il suo rappresentante più amato da queste parti, Altero Matteoli, non manca chi, tra i sindaci e i consiglieri comunali, si è schierato dalla parte di Angelino Alfano. I falchi e le colombe, insomma, ci sono anche all’Elba, sebbene le dinamiche politiche nazionali incidano relativamente, soprattutto nei comuni più piccoli dove gli schieramenti amministrativi sono a forte connotazione civica. È anche vero, al tempo stesso, che i vari riposizionamenti possono dare indicazioni e fornire indizi, considerato che in cinque comuni elbani si andrà a primavera alle elezioni.
Ad aprire le danze, con un messaggio su Facebook è stato il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei, che ha sposato la causa di Angelino Alfano. «Sarà un percorso duro e impervio – ha scritto – ma l’alternativa - con Santanchè, Brunetta, Gasparri, Verdini e così via - sarebbe stata senz’altro peggiore. Ecco perché non aderisco a Forza Italia». Ma se Ciumei non se la dice con Brunetta, il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti va d’accordo, da sempre, con Altero Matteoli, rimasto fedele a Berlusconi. «Resto con Matteoli non solo perché credo in un progetto, ma anche per un percorso di coerenza e di lealtà nei confronti di una persona che reputo seria». Il fronte matteoliano, sull’isola, resta molto forte. Basta guardare il comportamento dei consiglieri comunali di Portoferraio, tra cui Adalberto Bertucci: «Non sono suscettibile ai venti, sto con Berlusconi»- Reazione simile a quella del consigliere di Rio Marina Fortunato Fortunati. «Il mio leader è Matteoli, dove va lui io lo seguirò». Il versante occidentale dell’isola, al contrario, si è dimostrato sensibile allo “smarcamento” di Alfano dalla strada politica imboccata dal Cavaliere. Il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi, candidata alle ultime elezioni per un posto in Parlamento nelle fila del Pdl: «Finalmente Alfano ha avuto il coraggio di staccarsi e formare una nuova corrente – spiega – a lui va il mio plauso per aver dimostrato di essere un vero leader politico. Ora mi auguro solo che la scelta e la strada intrapresa porti lontano». Chi invece non è affatto interessato a queste dinamiche, rivendicando la sua indipendenza dai partiti, è il sindaco di Campo nell’Elba Vanno Segnini: «Io non appartengo a nessuna corrente e a nessun partito. Sono soltanto il rappresentante eletto nel mio comune di una lista civica dove si è raccolto un determinato consenso che ci ha permesso di governare». Vicina al Pdl, ma ancora non schierata né con Angelino, né con Silvio è la vicesindaco di Campo, Lucia Soppelsa: «Schierarsi a livello locale non credo abbia alcun valore – spiega – vediamo come la situazione evolverà in futuro, spero solo che la frattura si ricomponga, perché le scissioni non pagano mai». Una cautela sperimentata anche dal sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni: «L’unica tessera nella mia esperienza politica che ho preso risale a molti anni fa ed era una tessera di An. Credo che sia prematuro compiere qualsiasi azione, in questa fase in cui le cose non sono certe. Mi dovrò anche consultare e confrontare con l’elettorato che rappresento».
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