Il Tirreno

Alluvioni, l’Elba è ancora senza difese

di Luca Centini
Alluvioni, l’Elba è ancora senza difese

Dopo due anni dal disastro di Campo solo quattro Comuni su otto hanno un piano d’emergenza, obbligatorio per legge

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PORTOFERRAIO. Sono passati due anni dall’alluvione di Marina di Campo. Eppure l’Elba non si è organizzata per far fronte a questo tipo di calamità naturali, nonostante il ricordo sia ancora forte e doloroso, reso ancor più attuale dalle immagini del disastro in Sardegna. Solo quattro amministrazioni comunali elbane su otto, infatti, si sono dotate di un piano di emergenza comunale, obbligatorio per legge entro il termine, ormai lontano, dell’11 ottobre del 2012 (il 76% dei comuni toscani lo ha presentato). E se a Campo e a Marciana i lavori per il riassetto idrogeologico, decisivi per la sicurezza del territorio di fronte a un nuovo evento alluvionale, sono rimasti invischiati nelle maglie della burocrazia, il tanto sbandierato piano di protezione civile unitario dell’Elba è rimasto fermi ai blocchi. Così, a distanza di due anni dal disastro dell’alluvione, non si può dire che l’isola sia più sicura e attrezzata per far fronte all’emergenza. Sul Tirreno in edicola i dettagli su come l’isola si è organizzata per reagire di fronte a eventi naturali straordinari.

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