Attenzione
L’ecomostro è quasi andato al tappeto
Al posto nel centro servizi una montagna di macerie, ma l’azienda punta a ricostruire dopo la messa in sicurezza idraulica
PROCCHIO. Le macerie hanno preso il posto delle pareti di cemento. Solo una parte della struttura, divenuta simbolo della cementificazione selvaggia, resta in piedi, a fatica, sotto i colpi dei mezzi meccanici che stanno portando avanti la demolizione. Camminare nell’area del cantiere fa un certo effetto: l’ecomostro di Procchio, lentamente, svanisce nel nulla, trasformandosi in una montagna di rovine e di ferri arrugginiti. L’area occupata in questi dieci anni dallo scheletro di cemento è svuotata, in attesa che gli operai dell’impresa Giusti di Pistoia finiscano il lavoro, radendo al suolo anche la parte più vicina alla provinciale, per poi attaccare la platea di cemento ancora presente al centro del cantiere e rimuovere gli inerti che, come ha stabilito la Provincia, non possono essere lavorati sul posto.
Entro fine mese il centro servizi di Procchio dovrebbe essere definitivamente ridotto in macerie. Un passo atteso dall’amministrazione comunale di Procchio e dai suoi cittadini, necessario affinché la Regione possa dare gambe al progetto di messa in sicurezza idrogeologica dell’area, per la quale sono stati stanziati 5 milioni di euro. «Un intervento che è la nostra unica priorità», ha spiegato il vicesindaco di Marciana Daniel Giacomelli. Che cosa succederà dopo, una volta che il fosso di Vallegrande e, più in generale, la frazione di Procchio sarà messa in sicurezza non è ancora scritto. La volontà dell’impresa, che detiene ancora i permessi a costruire nell’area dell’ecomostro, è realizzare nuovi appartamenti. «Si spera che ci vengano ridate le concessioni – commenta l’imprenditore Franco Giusti – altrimenti sorgerebbero dei problemi grossi. Attendiamo la messa in sicurezza dell’area».
Ma qualunque progetto, chiarisce Giacomelli, «avrà come condizione obbligatoria la messa in sicurezza del territorio e, in base alla delibera della Regione, sarà sottoposto alla valutazione, oltre che della Regione e del Comune di Marciana, anche del Parco. A noi sta a cuore la sicurezza di Procchio, per questo è importante che la demolizione sia portata a termine». L’impresa ha presentato pochi giorni fa un piano attuativo che, tuttavia, non è stato preso in considerazione dall’amministrazione, dal momento che poneva le basi progettuali su delle valutazioni tecniche non conformi, relative in primo luogo ad un’errata valutazione della quota di campagna su cui poggiare le edificazioni. E, più in generale, la priorità del “post demolizione” è data almeno in questa fase all’intervento di messa in sicurezza idraulica del fosso di Vallegrande e del territorio ancora a forte rischio alluvionale. Il progetto complessivo, finanziato dalla Regione con 5 milioni di euro, è stato suddiviso in diversi stralci. L’iter è in stato più avanzato per quanto riguarda la parte di territorio che, dalla Provinciale, si estende verso il mare, nonostante una parte di questi sia stata “congelata” dalla Regione che ha dato il via a degli accertamenti. L’ente ha infatti costituito una commissione che valuterà il ribasso considerato «anomalo» dell’offerta a base d’asta (ribassata del 31% dalla società Edilgarden Srl). Ci sarà da attendere di più per il secondo lotto dei lavori, quelli che comprendono l’area attualmente occupata dall’ecomostro. Il Genio civile ha già compiuto i rilievi e, mentre la demolizione va avanti, dovrà essere elaborato il progetto esecutivo dell’intervento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
