Toscana
Eroina nascosta nella culla: condannati quattro spacciatori
Accolte le richieste del pm: 14 anni le pene complessive malgrado lo sconto di un terzo per il rito. Lo snodo era la stazione di Campiglia
PIOMBINO. L’eroina arrivava da Pisa. Lo snodo dello spaccio era soprattutto la stazione ferroviaria di Campiglia. Il gruppo dei pusher era formato da sei persone. A Piombino gli affari viaggiavano al ritmo di un etto di brown sugar alla settimana, in due tranche da 50 grammi. Il grosso veniva stoccato a Cascina, in un nascondiglio perfetto: la culla di una bambina di neanche tre anni. Finché i carabinieri non sono andati a metterci il naso. Ora la parola è passata ai giudici. Uno dei sei pusher ha patteggiato, un altro è in carcere in attesa di giudizio. Gli altri quattro hanno scelto il giudizio abbreviato per evitare un po’ di galera. Ma due di essi non la eviteranno del tutto. Considerando lo sconto di un terzo della pena, le quattro condanne sono state piuttosto dure: 14 anni in tutto. Il giudice dell’udienza preliminare Beatrice Dani ha accolto le richieste del pubblico ministero Luca Masini e, più in generale, ha condiviso la linea dell’accusa così come delineata dalle indagini dei carabinieri. Le due coppie, in base a quelle indagini e ora anche alla condanna, erano considerate il gruppo più attivo nello spaccio di eroina in città sulla direttrice Pisa-Piombino. Una è formata da due venticinquenni residenti a Cascina: il tunisino Hammadi Otay e la pisana Paola Passera. L’altra coppia è tutta piombinese: Manrico Impinna (49 anni) e Marisa Rizzo (39).
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