Biologi elbani nelle acque del Giglio
PORTOFERRAIO. Ricerche chimico-biologiche made in Elba nelle acque del Giglio. Indagini sulle alterazioni dell'habitat per fauna e flora marina. Ed è l'elbana Pelagosphera la protagonista dello...
PORTOFERRAIO. Ricerche chimico-biologiche made in Elba nelle acque del Giglio. Indagini sulle alterazioni dell'habitat per fauna e flora marina. Ed è l'elbana Pelagosphera la protagonista dello studio scientifico attuato per mesi nell'area del Concordia. Un piccola cooperativa isolana fatta da biologi marini, dottori di ricerca in conservazione della biodiversità che collaborano da anni con l’Università degli Studi di Torino. «Da circa un anno e mezzo – commenta Nicola Nurra, biologo marino, presidente di Pelagosphera - monitoriamo lo stato delle acque dell Giglio su incarico del Centro Interuniversitario di Biologia Marina “Bacci” di Livorno.
Periodici monitoraggi per conoscere lo stato di salute della comunità zoologica che sta alla base di tutte le principali catene trofiche alimentari marine. Analizziamo lo zooplancton e studiamo il rapporto con l’impatto generato dalla nave, si deve capire anche quali pressioni ha subito e subirà l’ecosistema marino, per le iopere di parbuckling prima e di rimozione della nave prevista nella prossima primavera».
«Il coinvolgimento della cooperativa è motivo di grande soddisfazione- aggiunge Mussat, uno dei soci fondatori della coop scientifica- è un attestato di stima e un riconoscimento delle professionalità di Pelagosphera».
Tutti gli esami fanno poi capo all’Università La Sapienza di Roma. «Stiamo ancora in fase di studio - aggiunge Battuello biologo marino e con i risultati definitivi capiremo come ha inciso sulla componente meroplanctonica e ittioplanctonica del plancton. I nostri lavori proseguiranno fino alla completa rimozione della nave».
(s.b.)
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