Sicurezza
Ecco la stangata Tares, maxi tariffe a Portoferraio
Per la nuova tassa sui rifiuti, Rio nell’Elba si dimostra la più conveniente Capoliveri e Marciana sono i comuni che hanno deciso di rimanere con la Tarsu
PORTOFERRAIO. A Rio Elba la tassa sui rifiuti è quella più economica, a Portoferraio, invece è la più cara.
Il passaggio alla Tares, voluto dal precedente governo , quello guidato da Mario Monti, all’isola d’Elba non sarà traumatico come, invece avviene in altri comuni della Toscanma. Ma non, però, è una consolazione. L’imposta, infatti, era già abbastanza salata negli anni scorsi e l’avvento del nuovo tributo all’Elba potrebbe non essere percepito come una stangata, almeno nella maggior parte dei casi da noi analizzati. Riomangono, insomma tariffe elevate.
La rata più pesante arriverà invece fra qualche settimana. Si tratta dell’ultima tranche da pagare, quella contenente la maggiorazione statale, oltre alla vera differenza di prezzo fra Tarsu e Tares.
Nelle scorse settimane i comuni hanno ufficializzato le aliquote per il 2013, visto che l’ultimo giorno disponibile per approvare il bilancio di previsione è slittato al trenta novembre. Per questo motivo, l’importo delle precedenti cartelle consegnate a domicilio, è stato calcolato in acconto sul totale corrisposto nel 2012.
Ma i conteggi si basavano su un costo inferiore rispetto a quello attuale, dato che i comuni qualche mese fa non erano in grado di stabilire con precisione quanto chiedere ai cittadini. Ora, con le aliquote già fissate, lo scenario è certamente più chiaro.
A Portoferraio una famiglia di quattro persone in una casa di cento metri quadri dovrà spendere 436 euro (178 nell’ultima rata), mentre a Rio nell’Elba il totale scende a 296 euro.
I rincari massimi – come si vede nella tabella – sfiorano il venti per cento, ma in alcuni casi sono al di sotto del due per cento.
Portoferraio, l’unico comune elbano che nel 2012 aveva la Tia con la quale i cittadini finanziavano l’intero costo del servizio, in nessuna simulazione farà segnare rincari superiori al dieci per cento.
I comuni di Capoliveri e Marciana, per evitare di chiedere più soldi ai cittadini, hanno deciso di rimanere con la Tarsu. Per quest’anno e almeno fino al prossimo anno non sarà applicata la Tares.
Presto la stessa decisione potrebbe prenderla il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni. Il primo cittadino longonese è in attesa di sapere se è possibile continuare ad esigere il vecchio tributo, nonostante si sia verificato un aumento del dieci per cento dei costi di raccolta. Il surplus, inevitabilmente, ricadrà sulla popolazione.
Intanto, i sindaci di Capoliveri, Ruggero Barbetti e di Marciana,Anna Bulgaresi, hanno sfruttato una norma introdotta dal governo nelle ultime settimane, riservata agli enti che ancora non avevano approvato il bilancio di previsione. Grazie a questo provvedimento sono potuti ritornare a richiedere la vecchia tassa.
Rimanere a Tarsu, in ogni caso, obbliga la popolazione a pagare i trenta centesimi al metro quadro per i servizi indivisibili (vengono incassati dallo Stato e servono per garantire una serie di servizi come l'illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, l'esistenza della polizia municipale e anche dell'ufficio anagrafe). Ma se i proprietari di casa non rimarranno troppo attoniti di fronte alla cartella che arriverà a dicembre, i titolari di bar, ristoranti e pescherie potrebbero ingoiare un boccone certamente amaro.
Per loro, infatti, la tassa sui rifiuti potrebbe aumentare più del doppio. Una vera e propria stangata.
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