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Danni da siccità e mosca, prezzi stabili fra 8 e 10 euro

CAMPIGLIA. Che si tratti di una stagione poco favorevole è opinione condivisa. Per l’Azienda Giomi - Zannoni (Campiglia), commenta Roberto Zannoni «colta già inziata da tempo, la concluderemo verso...

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CAMPIGLIA. Che si tratti di una stagione poco favorevole è opinione condivisa. Per l’Azienda Giomi - Zannoni (Campiglia), commenta Roberto Zannoni «colta già inziata da tempo, la concluderemo verso fine novembre. Ci sono stati problemi per la mosca in alcune zone, la quantita di olive è molto minore, ma sulla qualità non mancheranno buoni riusltati. Olio generalmente più dolce rispetto all'anno scorso. Abbiamo un piccolo frantoio aziendale e lavoriamo subito le olive delle qualità classiche (moraiolo, leccino e frantoio), garanzia di una buona qualità dell'olio».

Azienda Iacopo Banti (Campiglia): «La siccità ha caratterizzato quest'anno, pioggia assente quando invece ci voleva – sottolinea Lorenzo Banti che cura con la sorella Rosella e il cognato Giorgio l'azienda e anche il frantoio – Minore quantità di olive, abbiamo circa 3mila piante, ma sane. Previsioni di meno olio ma buono, molto fruttato, acidità bassissima. Qualche produttore è stato colpito più di altri dall'attacco della mosca, qualcuno non ha nemmeno colto vista la poca produzione e il mancato reddito che poteva derivarne. Costo dell'olio? Dagli 8 ai 10 euro/chilo. Il nostro è uno dei frantoi più storici (nato nel 1950), da anni biologico. L'olio del nostro territorio è apprezzato dai turisti, svizzeri in particolare, buone richieste da ristoranti e anche dalla Lombardia».

Azienda Petricci-Del Pianta (Suvereto): «La stagione non è stata propizia, l'attacco della mosca ha colpito. Per noi – dice commenta Pietro Petricci – l'annata sta andando in modo regolare. Abbiamo fatto meno trattamenti, siamo soddisfatti della qualità, ci sono però meno olive e quindi anche un po' meno olio».

Azienda San Giusto (Bonti Pierluigi), Piombino: «Quantità – sottolinea Giovanni Bonti – minore di olive. Quindi meno olio ma di ottima qualità e acidità perfetta».

Agronomo alla Cia di Livorno Pasquale Delli Paoli segue una decina di aziende (nei Comuni di Campiglia, Suvereto e Piombino quindi rappresentative nella Val di Cornia) per la difesa e fertilizzazione della coltura: «Questo mi consente di osservare le coltivazioni durante tutta la stagione produttiva dalla fioritura/allegagione alla raccolta. Anche quest'anno è stato caratterizzato da un decorso piuttosto asciutto. Le piogge utili all'olio sono terminate a fine maggio quando l'olivo era in fase di allegagione e ricominciate a fine settembre. Questo – spiega l’agronomo – ha influenzato negativamnte la crescita del frutto e l'accumulo di olio nel suo interno, solo parzialmente recuperati dalle piogge abbondanti in ottobre. Non tutti gli impianti di olivo hanno reagito nello stesso modo».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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