Il Tirreno

Lucchini, fumata bianca per l’altoforno

di Cristiano Lozito
Lucchini, fumata bianca per l’altoforno

Stoppata la chiusura a gennaio, entro dicembre l’accordo di programma. E per il Corex si affaccia una cordata Bertocci-Sol

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PIOMBINO. Un passo avanti verso la definizione di un accordo di programma per l’area siderurgica, ma soprattutto lo stop all’annunciata chiusura dell’altoforno a gennaio, con la disponibilità mostrata dal governo a mantenere in attività l’impianto per un periodo che resta indefinito, che comunque dovrà coprire il più a lungo possibile la fase di transizione verso i nuovi progetti.

Questo in sintesi è il risultato dell’incontro di ieri tra sindacati, istituzioni e il commissario Lucchini Piero Nardi, col sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio de Vincenti, segnato in maniera evidente dall’intervento di Enrico Letta, seguito all’incontro di lunedì tra il premier e il presidente della Regione Enrico Rossi.

L’unica voce ufficiale del sindacato, sfuggita alla rigida consegna al silenzio che si sono autoimposti Fim, Fiom e Uilm locali, in attesa del consiglio di fabbrica notturno e delle assemblee, è quella di Guglielmo Gambardella, coordinatore del settore siderurgico per la Uilm nazionale: «Entro dicembre – ha detto in serata – verrà definito l’accordo di programma per l’area di Piombino utile alla conversione ambientale del polo siderurgico».

Il lavoro paziente di sindacati e istituzioni dunque ha portato risultati. Da una parte l’avvicinarsi della formalizzazione dell’accordo di programma, che dovrà mettere nero su bianco gli impegni dal punto di vista degli investimenti, dall’altra la rimozione dell’ostacolo maggiore alla costruzione di un percorso condiviso in grado di evitare il dramma sociale di una cassa integrazione di massa, e cioè la chiusura dell’altoforno a gennaio.

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